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Video choc sui macelli mostrati ai bambini delle elementari di Alghero: lacrime in classe, attivisti Anonymous cacciati dalla scuola

Video choc sui macelli mostrati ai bambini delle elementari di Alghero: lacrime in classe, attivisti Anonymous cacciati dalla scuola

Due relatori entrati all’Argillera per un incontro sul benessere animale hanno mostrato immagini cruente ad alunni di quarta elementare. La preside: «Siamo stati ingannati». Genitori pronti alle denunce

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Alghero Si sono presentati come associazione ambientalista. Un’email cortese. Il tema? Candido come un giglio: «Educazione al benessere animale». Destinatari: i bambini di quarta elementare dell’Argillera di Alghero, nove anni a testa, l'età dei cartoni animati. La dirigenza ci casca, in buona fede, e apre le porte della scuola. Invece, quella entrata in classe giovedì mattina era una squadra d'assalto. I due relatori, giovani e insospettabili, hanno svelato le intenzioni fin dal primo passo: sul tavolo della maestra hanno appoggiato le maschere di plastica bianca di Anonymous. Giusto il tempo per le maestre di scambiarsi un’occhiata, che il computer era già acceso. E sullo schermo si spalanca un mattatoio in presa diretta. Niente teneri panda da salvare o balene da proteggere. Nei monitor della scuola sono passati, senza filtri, i fotogrammi crudi dei macelli industriali e degli allevamenti intensivi: sangue a fiumi, animali squartati. Roba da stomaci forti, un bombardamento splatter somministrato a bruciapelo a scriccioletti col grembiule.
Il risultato è stato il panico. Bambini in lacrime, piccoli che si coprivano gli occhi, altri rimasti letteralmente ammutoliti dal terrore. Le maestre hanno reagito d'istinto: hanno staccato la spina del pc e hanno cacciato via i due attivisti. Fuori, immediatamente!. Ma il trauma, ormai, era servito. «Siamo stati ingannati», dice la preside Paola Masala. «Se avessimo saputo di simili contenuti, non avremmo mai dato l’autorizzazione». 
Ora la palla passa agli avvocati e alla politica. Christian Mulas, genitore e consigliere comunale, annuncia denunce e interrogazioni al sindaco: vuole sapere chi ha controllato le credenziali pedagogiche di questi attivisti. Anche perché il danno va oltre lo shock visivo, come spiega Emmanuele Farris, papà di due alunne: «Se un intervento provoca rifiuto del cibo, disagio e senso di colpa nei bambini, la strada è del tutto sbagliata».

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