La Nuova Sardegna

Alghero

Candelieri

Sassari, Sarti tre giorni di festa per la Vergine di MontSerrat

di Luca Fiori
Sassari, Sarti tre giorni di festa per la Vergine di MontSerrat

Domenica 13 il rito dell’intregu poi la processione per le vie della città del Gremio

2 MINUTI DI LETTURA





Sassari Sarà una Festa Maggiore nel segno della tradizione, della fede e di un importante rinnovamento quella che il Gremio dei Sarti celebrerà il 12 e 13 settembre a Sassari, con gli appuntamenti che proseguiranno lunedì 14 settembre nel ricordo dei gremianti defunti. Il cuore delle celebrazioni sarà la chiesa di Sant’Antonio Abate, dove sabato 12 alle 19 si terranno i vespri solenni. Domenica 13, alle 10.30, sarà celebrata la Messa solenne presieduta da don Davide Oni e animata dal coro “Su Concordu Banaresu”. Al termine della celebrazione si rinnoverà uno dei momenti più significativi della vita gremiale, il rito dell’intregu, con il passaggio della bandiera dall’Obriere uscente Mirco Moracini all’Obriere entrante Giovanni Andrea Pasca.

La giornata proseguirà alle 18.45 con la solenne processione del simulacro della Vergine di MontSerrat, che attraverserà le vie del centro storico accompagnata dai Gremi cittadini e dalle note del Corpo bandistico “Luigi Canepa”. Un appuntamento che quest’anno avrà un significato ancora più speciale grazie al nuovo volto del candeliere del Gremio, protagonista anche dell’edizione 2026 della Faradda. Il cero votivo è stato completamente rinnovato dal punto di vista decorativo attraverso un lungo lavoro durato circa nove mesi, tra studio, ricerca e realizzazione, curato dal gremiante Nanni Pasca. Il celeste della precedente versione è stato reinterpretato con la tecnica della tamponatura, attraverso una palette di azzurri più intensi che crea una texture dall’effetto velato e dona maggiore profondità alla colorazione. Anche le parti intagliate sono state oggetto di una nuova lavorazione: la doratura in foglia d’oro è stata arricchita da tonalità più brune, pensate per mettere in risalto la raffinatezza dell’ebanisteria, dalle foglie d’acanto del basamento alla spirale di edera che avvolge la parte superiore del cero. Ma è nei quattro medaglioni che il rinnovamento trova la sua espressione più originale. Realizzati ex novo, raffigurano la Vergine di MontSerrat, il Beato Francesco Ziranu, Sant’Omobono e San Gavino e sono racchiusi da cornici ovali impreziosite da ornamenti di gusto classicista e dagli strumenti simbolo del mestiere del sarto: forbici, ago, spolette di filo, ditale, puntaspilli e metro da sarto. Le quattro iconografie sono state concepite attraverso giochi di luce e ombra ispirati alla pittura caravaggesca, trasformando il candeliere in un racconto visivo della fede e dell’identità della corporazione. Un lavoro paziente e appassionato che restituisce nuova luce a un simbolo antico, senza spezzare il filo della memoria. Lunedì 14 settembre, alle 18, sempre nella chiesa di Sant’Antonio Abate, la Festa si concluderà con la Messa in suffragio dei defunti del Gremio. Tre giorni nel segno della devozione, dunque, ma anche della capacità dei Sarti di custodire la propria storia e, nello stesso tempo, rinnovarla con l’arte e la passione delle nuove generazioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il delitto a Conca Entosa

Omicidio di Cinzia Pinna, la lettera di Ragnedda dal carcere: «Ha riscritto la narrazione, al centro c’è lui e non la vittima»

Le nostre iniziative