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Cagliari

L’investimento

Un data center nella ex Carbosulcis: 400 posti di lavoro nella miniera

Il rendering della parte di superficie del sistema di produzione di energia da accumulo gravitazionale in grado di produrre sino a 100 megawatt nella ex Carbosulcis
Il rendering della parte di superficie del sistema di produzione di energia da accumulo gravitazionale in grado di produrre sino a 100 megawatt nella ex Carbosulcis

Il governo approva il progetto Usa per il sito di Nuraxi Figus

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Cagliari Lo aveva annunciato tre settimane fa il ministro Adolfo Urso, adesso c’è la delibera del Consiglio dei Ministri: il progetto di costruire un data center nella miniera di Nuraxi Figus, ex Carbosulcis, con annesso impianto energetico, passa dalla teoria alla realtà. Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al progetto, definendolo di prioritario interesse strategico nazionale. Il progetto denominato “Digital Vault Sulcis” e promosso dalla società Energy Vault prevede la realizzazione di un data center integrato con infrastrutture per la produzione e l’accumulo di energia rinnovabile. L’iniziativa comporterà un investimento di 1,5 miliardi di euro e comprende un Data Center con capacità fino a 30 megawatt, con una stima di circa 400 posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto. Il governo nominerà un commissario straordinario d’intesa con la Regione, con il compito di assicurare il coordinamento delle attività amministrative e accelerare la realizzazione degli interventi. Con la delibera odierna, salgono a 7 i programmi di investimento strategici per data center per oltre 25 miliardi. Soddisfatto l’assessore all’Industria Emanuele Cani.

«Dopo anni di impegno, il sito di Nuraxi Figus torna a essere un’opportunità. Il piano industriale che stiamo costruendo mette insieme sostenibilità, innovazione e lavoro. La nostra priorità resta tutelare i lavoratori e generare occupazione qualificata». Startup elvetica, ora acquistata da investitori Usa, Energy Vault, quotata al Nyse, si definisce «piattaforma integrata di infrastrutture energetiche che costruisce, possiede e gestisce sistemi energetici flessibili e affidabili». Il suo passaggio strategico, avvenuto all’inizio di quest’anno, è stato dall’essere una impresa che produce infrastrutture energetiche a società, a gestore o proprietario delle stesse, cavalcando la transizione energetica e il boom della domanda elettrica legata all’AI. I dati di bilancio, pur contenuti in valori assoluti (previsti circa 280 milioni di dollari) registrano una crescita elevata e margini di tutto rispetto. (gcen)

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