Tuvixeddu, bloccate anche le strade

Inattuabili gli accordi di programma del 2000: uno stop indiretto al progetto per il parcheggio di Cammino Nuovo

CAGLIARI. Su Tuvixeddu non si costruisce nulla, neppure le strade e le aree di parcheggio a servizio delle palazzine già edificate su via Is Maglias. L’ha stabilito il Tar, che con la sentenza elaborata dal giudice estensore Antonio Plaisant ha travolto in un colpo solo le residue speranze immobiliari di Nuova Iniziative Coimpresa e quelle dell’amministrazione Zedda, che resuscitato il progetto per il parcheggio interrato di Cammino Nuovo vorrebbe sventrare lo spazio sotto le mura storiche per ricavarci un garage pubblico. Le ottantacinque pagine della decisione ricalcano punto per punto le tesi della difesa regionale sostenuta da Roberto Murroni, Mattia Pani e Giovanni Parisi, quelle dell’avvocatura di stato patrocinata da Giandomenico Tenaglia e di Italia Nostra difesa da Carlo Dore. Ennesima bocciatura al contrario per i legali del gruppo Cualbu, l’avvocato Pietro Corda e il suo fido collaboratore Antonello Rossi, che si sono visti respingere sedici punti del ricorso su diciotto, dichiarati irrilevanti gli altri due. La sentenza è complessa ma a un’attenta lettura spazza via una volta per tutte la montagna di «osservazioni» più o meno di parte diffuse coi mezzi più disparati da aprile 2011 ad oggi, dal giorno in cui il Consiglio di Stato ha «dato una svolta - come spiega il tribunale - alla vicenda resuscitando il vincolo di 120 ettari sui colli di Tuvixeddu e Tuvumannu». Il punto di partenza è quello, solo che stavolta il Tar chiarisce che in presenza di quel vincolo «gli accordi di programma del 2000 sono inattuabili». Il che mette un punto fermo sull’impossibilità di continuare a costruire nell’area storica della città. Ma non è finita: i giudici sembrano voler mandare una raccomandata anche al Comune quando spiegano che in base agli articoli 48 e 49 delle norme di attuazione del piano paesaggistico regionale non è possibile realizzare volumetrie di alcun tipo vicino a monumenti e siti censiti come storici, esattamente come ha sostenuto nelle osservazioni al progetto Maria Paola Morittu di Italia Nostra. Un intervento come quello progettato dall’amministrazione Floris e ripreso dall’attuale per il Cammino Nuovo diventa dunque fuorilegge, a meno che il piano urbanistico comunale non sia stato adeguato al Ppr. Zedda, nel corso dell’ultima polemica su Tuvixeddu legata a una delibera cementificatrice firmata e poi rimangiata, aveva annunciato l’avvio della procedura. Poi però l’iter dev’essersi fermato, perché ancora non ne risulta traccia. In questa situazione il progetto del parcheggio-garage non potrà che riprendere la via del cassetto da dove è stato tirato fuori mesi fa.

Ma torniamo alla sentenza Tuvixeddu. La Regione aveva negato al costruttore l'autorizzazione richiesta per alcune strade e aree di servizio previste nell'accordo di programma del 2000. Una decisione legata al parere negativo firmato dalla sovrintendenza architettonica in base all'articolo 49 del piano paesaggistico regionale, una scelta che i legali dell’impresa hanno contestato fermamente. Quell'articolo prevede che i livelli di vincolo da imporre sull'area dei colli punici vengano ridefiniti sulla base di un accordo tra ministero dei Beni culturali, Regione e comune di Cagliari. Fino al giorno in cui l'intesa verrà raggiunta il vincolo efficace è quello stabilito dall'amministrazione Soru col Ppr e confermato dal Consiglio di Stato ad aprile del 2011: sono 120 ettari e non 50 come indicato nella sentenza del Consiglio di Stato che giudici di primo grado, in quella depositata ieri, hanno corretto. Quindi non si può costruire nulla, neppure una strada e neppure nell'area privata che fiancheggia via Is Maglias, dove il gruppo Cualbu ha già realizzato tre palazzine. Anche in questo caso, in base al Ppr, se qualcosa potrà essere messa in piedi in futuro su Tuvixeddu e Tuvumannu, prima il Comune dovrà adeguare il piano urbanistico comunale al Ppr oppure - questa è la linea dell'ufficio legale della Regione, confermata dal Tar - procedere con intese punto per punto, che coinvolgano Regione e Beni culturali. Ma anche nel seguire questo nuovo percorso si dovrà tener conto del vincolo imposto dall’amministrazione Soru, confermato dai giudici di palazzo Spada che hanno stabilito «un cambio di linea» decisivo nell’annosa questione di Tuvixeddu. Scrive il giudice Plaisant: «E’ del tutto evidente come questa autorevole svolta abbia impresso un direzione diversa all’intera vicenda anche dal punto di vista amministrativo, tant’è vero che gli atti impugnati nel presente giudizio fanno ampio riferimento alla sentenza 1366/2011 e si fondano sulla “sopravvenienza” costituita proprio dalla reviviscenza del vincolo paesaggistico di piano che quella sentenza ha comportato». E’ molto probabile che questa decisione importantissima possa ora entrare nel giudizio arbitrale sulle richieste di risarcimento avanzate dal gruppo Cualbu.

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