Gli ambientalisti al Governo: «Impugnate la legge sugli usi civici»

«Editto chiudende e speculazione su sponde stagni Sardegna»

CAGLIARI. Come preannunciato, le associazioni ecologiste Gruppo d'Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l'Abolizione della Caccia hanno inviato un'istanza al Governo perché impugni davanti alla Corte costituzionale la legge regionale 19/2013 che dispone una ricognizione, in tutta la Sardegna, degli usi civici e prevede altre norme che riguardano il settore urbanistico. Secondo gli ambientalisti si tratterebbe, infatti, di «un nuovo editto delle chiudende, un sacco dei demani civici e una speculazione immobiliare sulle sponde delle zone umide in Sardegna». La norma che delega ai Comuni la ricognizione generale degli usi civici esistenti sul proprio territorio, secondo gli ambientalisti, manda in fumo «anni di difficile lavoro e milioni di euro spesi dalla Regione Sardegna per le operazioni che hanno portato all'Inventario generale delle terre civiche previsto dalla legge. Una ricognizione che, nella realtà, costituirebbe la base soprattutto per sclassificazioni o meglio sdemanializzazioni, su terreni ove non sia riscontrabile né documentabile la originaria sussistenza del vincolo demaniale civico». «I diritti di uso civico e i demani civici sono una realtà importantissima per l'Isola, quasi un quinto del territorio e costituiscono una cassaforte di ambiente e di risorse territoriali, economiche e sociali per le collettività locali.- spiegano gli ambientalisti - Inoltre vi è una folle disposizione, nata sull'onda del noto caso del palazzo realizzato presso le Saline di Molentargius, quasi legge ad palazzum, è già stata giustamente impugnata dal Governo (delibera del Consiglio dei Ministri del 6 dicembre 2012) davanti alla Corte costituzionale, dietro segnalazione delle associazioni ecologiste Gruppo d'Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes