Carbosulcis, 17 milioni di euro spesi per macchinari mai usati

I militari hanno individuato dodici responsabili, denunciati alla Corte dei Conti, tra amministratori della società regionale, amministratori locali, dirigenti e funzionari

CAGLIARI. Un danno alle casse pubbliche di oltre 17 milioni di euro è stato rilevato dai finanzieri del comando provinciale di Cagliari nella gestione della Carbosulcis. I militari hanno individuato dodici responsabili, denunciati alla Corte dei Conti, tra amministratori della società, amministratori locali, dirigenti e funzionari. È stata accertata l’assegnazione di decine di appalti senza osservare le procedure previste dal codice dei contratti pubblici. Secondo gli inquirenti, inoltre, è stato effettuato l’acquisto di sofisticati macchinari destinati all’attività estrattiva, che non sono stati mai utilizzati.

Il danno erariale riguarda l’acquisto di un «impianto di flottazione», una «sonda idraulica», di un «impianto di pompaggio», di un «impianto esterno per il trasferimento in sottosuolo di rifiuti speciali» e di un «minatore continuo», per i quali era stata sostenuta una spesa complessiva di 17.500.000. Attrezzature - affermano gli inquirenti - che non erano funzionali all’attività estrattiva e, per questo, non erano mai entrati nel ciclo produttivo. I componenti del cda e del collegio sindacale, il dirigente e funzionari della carbosulcis che all’epoca dei fatti (tra il 2006 e il 2013) avevano disposto l’acquisto dei macchinari sono stati segnalati dagli investigatori del nucleo di polizia tributaria alla procura regionale della Corte dei conti per danno erariale. Le Fiamme Gialle hanno indagato, su disposizione della procura di Cagliari, sugli ultimi sette anni di attività della società mineraria sulcitana. Per quanto riguarda l’inchiesta penale, nel settembre scorso, il sostituto Gaetano Porcu aveva emesso avvisi di conclusione indagini nei confronti dei dodici indagati per abuso d’ufficio.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes