La Nuova Sardegna

Cagliari

La denuncia di Murtas: «Toccati interessi milionari»

La denuncia di Murtas: «Toccati interessi milionari»

Attentato contro Abbanoa a Cagliari, il direttore generale denuncia il mercato nero dei liquami

05 maggio 2014
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CAGLIARI. «Abbiamo toccato interessi multimilionari dentro e fuori le aziende che hanno composto Abbanoa. Contatori, acqua e reflui hanno fatto girare per decenni soldi facili. Queste sono le reazioni alle nostre attività».

Lo dice il direttore generale del gestore unico delle risorse idriche in Sardegna, Sandro Murtas, dopo l'ennesimo attentato incendiario contro la società, il terzo con modalità simili. L'autospurgo distrutto dalle fiamme la scorsa notte sostituiva un mezzo che aveva subito la stessa sorte il 26 giugno dell'anno scorso.

«Ancora una volta - denuncia Murtas - è un attacco alla forte azione di legalità e trasparenza portata avanti da Abbanoa, azienda pubblica che gestisce un servizio pubblico essenziale, in tutti i settori di competenza: in questo caso contro il mercato nero dei liquami. Non a caso proprio nel 2012 erano stati intensificati i controlli su questo fronte».

Al centro delle verifiche ci sono il conferimento dei liquami nei depuratori e gli scarichi delle attività produttive. «Numerosi indizi fanno supporre che siano frequenti gli episodi di gestione illegale di reflui da smaltire - sottolinea l'azienda - Più volte sono giunte segnalazioni di autospurgo sorpresi a sversare liquami in pozzetti fognari, e ancora più numerosi sono i casi di arrivi anomali di liquami presso gli impianti di depurazione che si presume siano riconducibili a carichi svuotati illecitamente».

Sul fronte degli scarichi delle attività produttive secondo le analisi di Abbanoa «la gran parte sono fuori norma. Una “bomba ecologica” che riguarda anche il capoluogo - precisa il gestore - Abbiamo avviato le verifiche per avere un quadro completo sui circa 464 scarichi di attività produttive censiti a Cagliari. Riguardano officine, laboratori artigiani, acconciatori, lavanderie, autolavaggi, ristoranti e alberghi. Alle aziende è stato dato un ampissimo periodo per mettersi in regola: chi non lo fa - avverte la società - rischia una denuncia». (ANSA).

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