L’abbraccio di Villacidro al suo Fabio Aru rivelazione del Giro d’Italia
Tremila persone, un emozionatissimo sindaco e il presidente della Regione al già grande ciclista: «Per la Sardegna tu sei la pubblicità migliore»
VILLACIDRO. “FestARU” doveva essere e così è stato. Una marea di gente – almeno in tremila fra tifosi, sportivi e anche chi fino a un mese fa non ne conosceva neppure l’esistenza, e il presidente della Regione Francesco Pigliaru a rendergli omaggio istituzionale e il sindaco Teresa Pani con la fascia tricolore delle grandi occassioni – ha salutato festosamente ieri pomeriggio il ritorno a casa del campione Fabio Aru, acclamato come un eroe dopo le recenti imprese al Giro d’Italia che lo hanno promosso a stella di prima grandezza nel firmamento del ciclismo nazionale e in- ternazionale.
Una festa che il “Fans Club Fabio Aru”, trecento iscritti, ha organizzato alla grande con la collaborazione del Comune. Già un’ora prima del previsto arrivo di Fabio sul luo-go dei festeggiamenti, la piazza Lavatoio, salotto buono della cittadina del Linas con il suo storico e monumentale lavataoio liberty in ferro battuto, era stracolma di gente, così come il corso Repubblica che Fabio avrebbe dovuto percorrere con la sua bicicletta. Poi per motivi di sicurezza, il comitato ha preferito fargli fare a piedi gli ultimi trecento metri tra due ali di folla trattenuta a stento dalle transenne divisorie.
Una pioggia di coriandoli e di stelle filanti si è abbattuta sul giovane ciclista, in jeans e con la maglietta turchese della sua società, l’Astana. Dal palco lo speaker ufficiale della manifestazione Carlo Alberto Melis, grande esperto di ciclismo, ha inscenato un arrivo di tappa con Fabio Aru in fuga solitaria verso il traguardo sotto il palco, segnato con una cornice di palloncini rosa. Poi il tripudio generale e un’ovazione riecheggiata in tutta Villacidro.
Emozionatissima come forse non le era capitato neppure al momento della sua elezione, il sindaco Teresa Pani ha preso per prima la parola dopo aver abbracciato il giovane concittadino. Poche parole, ma significative: “Hai scritto una pagina storica per Villacidro e per tutta la Sardegna. Grazie di cuore, Fabio”. Microfono quindi al festeggiato.
Ancora baci e abbracci istituzionali ed è iniziato una sorta di processo alla tappa, con il campione che, affiancato dal suo allenatore di sempre nella Astana, ha raccontato tutto il Giro minuto per minuto. “Ho sentito sempre vicino a me l’affetto di tutta la Sardegna – ha attaccato Fabio – anche in Islanda alla partenza c’erano le bandiere dei Quattro mori, che non mi hanno mai lasciato nelle restanti tappe. Un motivo in più per spingere ancora più forte sui pedali. Cercherò di fare sempre meglio per tutti voi, per la Sardegna e per l’Italia sportiva”. Dai familiari e dagli amici sapeva giorno per giorno dell’entusiasmo sempre crescente attorno a lui e alle sue imprese. E ne era orgoglioso. C’è stato quindi un intermezzo graditissimo dal giovane ciclista. Il responsabile dell’ufficio stampa del Cagliari Calcio, Fabrizio Serra, gli ha donato una maglia rosso-blu con su scritto “Aru” e il numero 3 a indicare il terzo posto conquistato al Giro.
E’ toccato quindi al presidente Pigliaru porgere l’abbraccio simbolico di tutta l’isola. “Sei un esempio per tutta la Sardegna – ha detto il governatore -, io so cosa vuol dire poter offrire fuori dall’isola un’immagine positiva come stai facendo tu. Ero in Inghilterra per motivi di studio a tempi di Zola al Chelsea, era il simbolo amatissimo della Sardegna. Un veicolo pubblicitario senza eguali, altro che gli spot da centinaia di milioni di euro”. La festa è proseguita con Fabio che si è “donato” alle migliaia di fans rischiando di rimanere sepolto dal loro affetto. E la festa è proseguita fino a notte fonda.
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