Passerelle aeree in un giardino: è l’ospedale di Is Mirrionis in una tesi di laurea
La neo ingegnere Valentina Porceddu ha studiato una soluzione per il problema del Santissima Trinità dove i padiglioni sono separati e i trasferimenti dei pazienti devono avvenire all’aperto
CAGLIARI. Percorsi aerei con coperture leggere, prato e alberi, zero macchine, una cittadella accogliente per chi ci lavora e per chi ci viene ricoverato: è l’ospedale Santissima Trinità di Is Mirrionis nella tesi di una neo ingegnere di Cagliari, Valentina Porceddu, che per laurearsi ha chiesto e ottenuto di studiare la soluzione di un problema dell’ospedale nel quale lei stessa si era imbattuta una volta che aveva accompagnato una sua familiare.
Il problema è ben noto anche alla Asl 8: l’ospedale di Is Mirrionis ha quasi tutti i padiglioni separati e quindi medici, infermieri, malati, accompagnatori per recarsi da un edificio all’altro devono uscire all’aperto. Che piova o faccia bello, che sia inverno o estate. E siccome l’accesso è più o meno consentito anche alle auto, si cammina in strada in mezzo a una giungla di macchine. Come si spostano i pazienti che non sono autosufficienti? Con l’ambulanza. Come si muovono invece i pazienti che possono andare con le loro gambe? A piedi.
E’ noto anche il motivo di una situazione logistica non certamente perfetta: l’ospedale viene allestito nel 1943 dentro la caserma Vittorio Emanuele III che si trovava allora fuori città e ben si prestava ad accogliere i malati con patologie infettive, da tenere lontano dal Civile costruito dall’architetto Cima nell’Ottocento nel centro della città borghese e mercantile.
Valentina Porceddu per decidere come risolvere il problema dei collegamenti interni dell’ospedale ne ha ovviamente studiato la storia: il complesso è un bene identitario, nel corso del tempo ha accolto altre specialità mediche, uno degli edifici è stato sopraelevato, il giardino è ricco di piante di pregio ma la presenza delle auto in ogni angolo a poco a poco ha snaturato il verde.
La soluzione per collegare i reparti senza aggiungere cemento e ricreando il giardino alberato, nella proposta della giovane professionista (relatore della tesi è stato il professor Fausto Mistretta) è una struttura leggera, che somiglia a un finger aerportuale, è montata su piloni, “corre” lungo i reparti affiancandosi agli ingressi all’altezza dei piani rialzati. Con questo progetto si raggiunge il doppio scopo di collegare i reparti chiusi da un lato e di offrire un camminamento tutto coperto ai visitatori dall’altro.
Le auto vengono raccolte in un unico piazzale davanti alle vecchie cucine e sistemate in un parcheggio multipiano, mentre tutti i grandi spazi liberati dalle macchine tornano a essere giardino con alberi ad alto fusto, polmone verde anche per il quartiere di Is Mirrionis.
I camminamenti sopraelevati hanno le dimensioni necessarie per far passare un’ambulanza del tipo che si usa in tutti gli ospedali per gli spazi più ristretti.
Spiega l’ingegner Porceddu: «Mi è sembrato necessario pedonalizzare l’intero spazio all’aperto dell’ospedale raccogliendo le auto in un unico punto e incrementando il verde». Le visualizzazioni al computer restituiscono l’immagine di una bella struttura: la soluzione al problema del Santissima Trinità, insomma, sembra una magia possibile.
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