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Cagliari

Cagliari, vertenza Aras: le sentinelle delle epidemie rischiano il posto

Veterinari e agronomi dell'associazione che da vent'anni collabora con la Regione dovevano passare all'agenzia regionale Laore, ma nulla è stato fatto

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CAGLIARI. Da oltre trent’anni si occupano, per conto della Regione, di fornire assistenza veterinaria e agronomica al settore zootecnico, ma dal 1 gennaio del 2016 rischiano di restare senza lavoro: stamattina i veterinari e gli agronomi dell’Aras (Associazione regionale allevatori della Sardegna) si sono dati appuntamento sotto la sede della Regione, in viale Trento a Cagliari, per chiedere un incontro al presidente della giunta Francesco Pigliaru.

«Chiediamo certezze per il nostro futuro», spiega l’agronomo Osvaldo Ibba, della Confederdia, «in particolare chiediamo che la Regione dia corso alla delibera del 2012 con cui è stato disposto il passaggio dei dipendenti dell’Aras all’agenzia Laore». Una delibera, che recepisce altri provvedimenti precedenti, rimasta finora inattuata.

«Dopo numerose prese di posizione del Consiglio regionale, le ultime nel 2014, tra mozioni e interpellanze votate tutte all’unanimità, nulla è stato fatto», ricorda Ibba. «Il nostro lavoro è garantito solo fino a dicembre 2015». I manifestanti chiedono che si apra un tavolo di confronto per stabilire le fasi del passaggio a Laore, che da quando è stata istituita provvede al pagamento degli stipendi dei dipendenti. «Rivendichiamo la nostra dignità professionale», sottolinea Giuseppe Lai, veterinario Aras. «La zootecnia sarda ci deve tanto, siamo stati le prime antenne per le epidemie, abbiamo contribuito alla crescita e allo sviluppo delle aziende sarde».

Sui circa 290 dipendenti dell’associazione, soltanto una quindicina sono amministrativi, gli altri sono veterinari, zootecnici, addetti al laboratorio e ced. Nel 2014 l’Aras ha avuto un costo complessivo di gestione di 14 milioni 482mila euro per il 2014, di cui 13 milioni 154mila euro per il personale, con un risparmio del 4,25% rispetto al 2013.

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