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Cagliari, cade in carcere la detenuta più anziana d'Italia

Il carcere di Uta
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Il carcere di Uta

L'associazione Socialismo Diritti Riforme denuncia: «La donna ha 82 anni, ha bisogno di essere ricoverata in una residenza sanitaria e non può più restare in carcere»

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CAGLIARI. In cella a quasi 83 anni nonostante sia malata con ricorrenti crisi respiratorie e i problemi cardiologici. È il caso di Stefanina Malu, la nonnina del carcere di Cagliari-Uta ritenuta la detenuta più anziana d’Italia, denunciato dalla presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme Maria Grazia Caligaris che chiede il ricovero in una residenza sanitaria assistenziale quale soluzione per ridurre eventuali rischi sociali e, soprattutto, i disagi all’anziana donna.

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Stefanina Malu aveva ottenuto, per motivi di salute, il differimento della pena nel 2009 ma era tornata in carcere nel giugno del 2012 perchè le sue condizioni erano risultate discrete a una visita di controllo. Successivamente era stata assegnata agli arresti domiciliari anche per poter accudire il figlio non autosufficiente, poi deceduto, ma è tornata dietro le sbarre nel settembre del 2014 con l’accusa di detenzione di droga. Ora le sue condizioni fisiche, osserva Caligaris, sono peggiorate e destano preoccupazione dopo che nei giorni scorsi la donna ha avuto un malore mentre faceva la doccia e, cadendo, ha battuto la testa.

La presidente dell’associazione che da tempo si occupa dei carcerati ha di recente incontrato l’anziana detenuta trovandola «malferma sulle gambe e assai confusa nel ricostruire fatti e situazioni con palesi vuoti di memoria». Stefanina Malu, affetta da numerosi gravi disturbi tra cui cardiopatia ipertensiva e aneurisma dell’aorta addominale, vive con altre due persone in una cella della casa circondariale cagliaritana in condizioni di sofferenza e ora, afferma Maria Grazia Caligaris, serve un atto umanitario.

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