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Cagliari, due dottorande aprono nuove frontiere nella cura dell'Hiv

Cagliari, due dottorande aprono nuove frontiere nella cura dell'Hiv

Pubblicato sulle riviste Retrovirology e PlosOne uno lo studio condotto sotto la guida del docente di Microbiologia generale Enzo Tramontano

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CAGLIARI. È stato pubblicato uno studio condotto da ricercatori dell’università di Cagliari che identifica un «nuovo e promettente» inibitore del virus dell’HIV. Il gruppo di ricerca guidato dal professor Enzo Tramontano, virologo, ordinario di Microbiologia Generale del dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente e presidente della facoltà di Biologia dell’ateneo sardo ha reso noti i risultati delle ricerche sul meccanismo di funzionamento dei retrovirus (come l’HIV).

I lavori, pubblicati sulle riviste scientifiche internazionali, Retrovirology e PlosOne, sono firmati come primi autori da due giovani ricercatrici dell’Ateneo che hanno svolto gli studi nell’ambito del percorso di dottorato: Laura Vargiu, che attualmente lavora presso la società Nurideas, e Angela Corona, assegnista di ricerca al dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente (dalla cui tesi sono stati pubblicati quattro lavori in cui la ricercatrice ha il primo nome).

L’articolo pubblicato sulla rivista Retrovirology - si legge in una nota dell’ateneo - fa per la prima volta chiarezza sulle sequenze geniche presenti nel genoma umano che sono di origine retrovirale, identificandole nel dettaglio, classificandole dal punto di vista virologico e dimostrando che le forme di mosaicismo sono molto comuni.

I retrovirus endogeni sono correlati a diverse patologie quali sclerosi multipla, Sla, tumori etc. Lo studio - svolto in collaborazione con il professor Jonas Blomberg dell’Università di Uppsala (Svezia), uno dei maggiori esperti mondiali sui retrovirus endogeni, ed il gruppo di ricerca di ricerca diretto da Patricia Rodriguez Tomè del Crs4, fondatrice della società Nurideas - può porre le basi per comprendere il ruolo di questi virus nello sviluppo di queste patologie.

Le ricerche pubblicate sulla rivista PlosOne identificano un nuovo e promettente inibitore del virus dell’HIV che agisce su due diverse funzioni enzimatiche della trascrittasi inversa legandosi a due diversi siti proteici. Sono state svolte in collaborazione con il gruppo di ricerca del professor Elias Maccioni e della dottoressa Simona Distinto, del dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, del professor Stuart Le Grice, del National Cancer Institute (USA) e già visiting professor presso il nostro ateneo, del professor Luis Menendez Arias del Centro di Biologia Molecolare dell’Università Autonoma di Madrid (Spagna) e del professor Stefano Alcaro dell’Università di Catanzaro.

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