Cagliari, piazzano un fucile modificato per catturare selvaggina: arrestati in due

Le armi sequestrate ai presunti bracconieri

I presunti bracconieri, zio e nipote, sono stati colti sul fatto dagli agenti della Forestale. Sono accusati di porto e detenzioni arma clandestina.

CAGLIARI. Colti sul fatto a posizionare un fucile artigianalmente modificato per la caccia di frodo, due presunti bracconieri, zio e nipote, sono stati arrestati dagli agenti del Corpo forestale e rinchiusi, su disposizione del magistrato di turno in Procura Alessandro Pili, nel carcere mandamentale di Uta. Sono accusati di porto e detenzioni arma clandestina.

Nella notte del 15 marzo scorso, agenti della stazione forestale di Sinnai, dopo lungo appostamento in località San Pietro Paradiso, alle pendici del compendio montano dei Sette Fratelli, hanno sorpreso due persone intente piazzare in un sentiero un marchingegno composto da un fucile collegato a una lenza tesa che al passaggio della selvaggina avrebbe innescato il percussore è fatto partire il colpo.

I due, bracconieri, immediatamente bloccati sul posto dai Forestali, non hanno opposto resistenza. Si tratta di Eugenio Pusceddu, 53 anni, Fabio Pusceddu, di 38, entrambi artigiani di Sinnai. L’arma, risultata con matricola abrasa, è stata sottoposta a sequestro insieme a munizioni e pile.

L’operazione si inquadra nell’attività del nucleo investigativo e delle stazioni dell’Ispettorato di Cagliari del Corpo forestale di contrasto del fenomeno della caccia di frodo e del gravissimo fenomeno dell’utilizzo di strumenti micidiali per tale attività illecita con gravissimo pericolo per chiunque, compresi ignari gitanti, si trovi a passare nei sentieri boschivi e montani. (luciano onnis)

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