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Cagliari

Vertenza Alcoa, sindacalisti sopra il silos a 60 metri d'altezza

I tre segretari dei metalmeccanici, Daniela Piras della Uil, Rino Barca della Cisl e Roberto Forresu della Cgil
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I tre segretari dei metalmeccanici, Daniela Piras della Uil, Rino Barca della Cisl e Roberto Forresu della Cgil

Portovesme, i rappresentanti territoriali dei metalmeccanici hanno deciso di protestare per chiedere al governo di mantenere gli impegni presi per il riavvio dello stabilimento

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PORTOVESME. La vertenza Alcoa da questa mattina diventa ancora più aspra. I tre segretari dei metalmeccanici, Daniela Piras della Uil, Rino Barca della Cisl e Roberto Forresu della Cgil, sono saliti sopra un silos dello stabilimento Alcoa di Portovesme, a 60 metri d'altezza. I sindacalisti lanciano un grido d'allarme al governo, affinche vengano rispettati gli impegni presi sulla riapertura dello stabilimento, così come scritto nello striscione esposto sul silos. Circa 700 persone, tra dipendenti diretti e delle società appaltatrici, sono in cassa integrazione o in mobilità.

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Lo stabilimento Alcoa è chiuso dal 2012 ed è oggetto di interesse da parte della multinazionale svizzera Glencore che, per rilevare la fabbrica di alluminio, ha chiesto al governo determinate condizioni, in particolare sulle politiche energetiche. Il governo non ha ancora dato certezza alla Glencore su questi questi temi.

«Abbiamo deciso di mettere in campo questa iniziativa che non ha tempo e non ha scadenza e vuol portare a casa la risposta che ancora tarda ad arrivare. Una risposta che riguarda non solo il costo dell'energia ma tutte quelle condizioni competitive per il riavvio dello stabilimento». Così i tre segretari hanno spiegato la decisione di salire nel cuore della notte a 60 metri di altezza su un silos dell'Alcoa di Portovesme. «Chiediamo che il Governo eserciti tutto il potere politico per dimostrare che la produzione di alluminio primario è, come ci è stato detto da anni e scritto in atti parlamentari, strategica e crediamo che sia un volano per il territorio - aggiungono i tre sindacalisti -. Il Governo deve avere la consapevolezza che la mancata riapertura dello stabilimento Alcoa determinerebbe anche la chiusura degli altri rimasti qui attorno e che ha nelle sue mani anche il futuro delle famiglie di questo territorio» (tamara peddis)

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