Varsavia, per fregola e malloreddus il premio La Forchetta d'Oro
Trionfo per la chef Wiesha Dzierzanowska che è stata per 30 anni in Sardegna e, tornata in patria, assieme all'amico sassarese Efisio Fois, ha avuto l'idea di aprire un ristorante, il Sardynia, per il quale i prodotti utilizzati in cucina sono all'80 per cento importati dall'isola
CAGLIARI. La cucina sarda trionfa in Polonia. Al ristorante Sardynia, nel centro di Varsavia, è andato il Premio la Forchetta d'Oro ed è stato inserito nella lista dei migliori ristoranti regionali della capitale polacca. Aranzadas, pardule, fregola e malloreddus hanno conquistato la giuria del concorso organizzato per il quinto anno dalla Camera degli Imprenditori di Varsavia, con il patrocinio della Regione della Masovia e altre importanti istituzioni.
Sono stati consegnati 29 premi, il Sardynia si é aggiudicato quello per la categoria "migliore ristorante regionale". «Siamo orgogliosi per questo riconoscimento giunto ad un anno dall'apertura del locale - racconta Wiesha Dzierzanowska, nota come Wiesha, contitolare del Sardynia con Tadeusz Gusik - L'ambasciata italiana ci ha anche invitato alla festa nazionale dell'Italia che sta organizzando a Varsavia per il prossimo 2 giugno, oltre 800 invitati con la presenza di tutti i corpi diplomatici nella capitale. Saremo uno dei 12 ristoranti italiani scelti su più di 160 presenti nella capitale polacca. L'invito ci è arrivato per l'interessamento dell'ambasciatore italiano, il quale è stato più volte da noi con la famiglia e ha apprezzato le specialità dell'isola - sottolinea Wiesha - sarà l'occasione per far conoscere la cucina sarda con le sue ricette originali e gustosissime, a base di prodotti genuini che facciamo arrivare all'80 per cento dalla Sardegna».
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Il Sardynia è il primo ristorante sardo a Varsavia. Dopo 30 anni di permanenza a Cagliari, Wieslawa Dzierzanowska ha avuto l'intuizione di portare nella sua città natale le specialità sarde, mettendo a frutto la sua grande passione per la cucina isolana. Un'idea nata quasi per gioco con l'amico sassarese Efisio Fois e in seguito con la preziosa consulenza di due chef sardi, Vitalia Scano e Luciano Sabeddu.
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