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Cagliari, Corte d'appello: "Le cliniche Ragazzo non dovevano fallire"

Cagliari, Corte d'appello: "Le cliniche Ragazzo non dovevano fallire"

Clamorosa sentenza dopo dieci anni di un'odissea giudiziaria in cui si è dissolto un piccolo impero sanitario

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CAGLIARI. Le società del gruppo Ragazzo (rappresentate dagli avvocati Sergio Segneri e Franco Bandiera) non dovevano fallire e comunque, una volta che erano state ammesse al concordato preventivo, il provvedimento non doveva essere revocato. E' questo il nocciolo delle tre sentenze emesse oggi dalla Corte d'appello di Cagliari sulla vicenda giudiziaria in cui si è dissolto il piccolo impero delle cliniche Maria Ausiliatrice, Lay e Rosa del Marganai.

La sentenza arriva dopo dieci anni esatti dalla presentazione della proposta di concordato che era stata accolta e poi, nel 2008, revocata. Nel frattempo, per le prime due cliniche sono state vendute le attività sanitarie e la terza casa di cura è stata venduta per intero.

La decisione della Corte d'appello è clamorosa e restituisce dignità al percorso che la famiglia Ragazzo aveva scelto in origine per mantenere in piedi le attività in mezzo alle difficoltà finanziarie, ma è tardiva sul piano concreto perché, di fatto, sono rimasti solo alcuni immobili.

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