Cagliari, il Corano promuove pace e tolleranza: ne parla l'imam della corrente Ahmadiyya
Alla facoltà di Scienze politiche incontro con Ataul Wasih Tariq che parlerà di "Islam, pace e diritti umani" assieme a docenti di Storia dell'Asia e di Filosofia teoretica dell'università di Cagliari
CAGLIARI. Si parlerà di pace insieme all’imam Ataul Wasih Tariq, esponente in Italia della corrente islamica Ahmadiyya, oggi alle 16,30 nella facoltà di Scienze politiche. L’occasione è offerta da “La forza del dialogo” incontro organizzato dal Gruppo Interreligioso Sardo - che raccoglie al suo interno esponenti di diversi credo religiosi -, insieme alla cattedra di Storia e istituzioni dell’Asia, e in collaborazione con Luigi de Salvia, segretario della sezione italiana di Religions For Peace.
Conosciuta per il suo impegno fortemente pacifista, l’Ahamdiyya nasce in India nel XIX secolo per testimoniare che, contrariamente a quel che spesso si vuol far credere, il Corano è una religione che insegna la compassione verso l’umanità ed esorta a rispettare le altre fedi.
Da questo punto di vista la presenza in città dell’imam Tariq potrebbe fare luce su molti punti ai più oscuri, riguardanti ad esempio la jihad (guerra santa) o il terrorismo dell’Isis. Insieme a Tariq, che parlerà di “Islam, pace, diritti umani”, l’appuntamento vedrà anche la partecipazione di Annamaria Maria Baldussi, titolare della cattedra di Storia e istituzioni dell’Asia, impegnata in una relazione sul “Significato di un incontro”, di Patrizia Manduchi, docente di Storia dei paesi islamici, che illustrerà il profilo di una guida spirituale, e di Vinicio Busacchi, professore di Filosofia teoretica, che parlerà di “Il dialogo è incontrarsi”.
Collaborano all’iniziativa l’associazione culturale Gilgamesh e Limen diritti umani onlus. (s.z.)
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