Cagliari, studenti del Bacaredda inventano il gioco Econopoli e vincono un concorso di marketing
I ragazzi sardi guidati dal docente Gianfranco Peru sono stati molto apprezzati per una specie di monopoli che spiega ai bambini le regole dell'economia e poi al concorso di Findomestic
CAGLIARI. Sono entrati prima nella top ten delle scuole italiane grazie a «Econopoli», una sorta di Monopoli per spiegare le regole chiave della finanza. E poi a Firenze, nella sfida finale, sono saliti sul podio: terzo posto nell'edizione 2016 di Findomestic Camp per i ragazzi della IV B dell'Istituto Geometri Bacaredda di Cagliari.
Il progetto, coordinato dal docente di Economia ed Estimo Gianfranco Peru, è nato tra i banchi dell'istituto di via Grandi. L'idea vincente è stata quella di realizzare un gioco da tavolo per spiegare i meccanismi dell'economia. Concetti tecnici presentati in maniera semplice perché il gioco è rivolto ai colleghi delle elementari e delle medie: spese fisse, correnti e occasionali, entrate, prestiti e rate. E così il Bacaredda, unica scuola nell'Isola, è entrato tra i magnifici dieci invitati nel capoluogo toscano
Poi a Firenze il 10 e 11 maggio 2016 via alla sfida finale, The challenge. Compito affidato a una rappresentanza degli studenti cagliaritani: organizzare su due piedi un team marketing di una nuova banca digitale con il compito di individuare una nuova strategia per entrare in contatto con il target giovani. Una vera e propria campagna con un budget virtuale a disposizione di 100mila euro. I ragazzi del Bacaredda hanno deciso di puntare su una «carta» per ragazzi dai 18 ai 28 anni.
I dettagli del progetto: dai 18 ai 20 anni prevista, secondo gli studenti dell'istituto cagliaritano, l'apertura del conto a condizioni vantaggiose e a costi zero. Dai 20 ai 24 anni il progetto prevede che i giovani vengano seguiti dagli esperti di mercato messi a disposizione dalla banca sia per il lavoro sia per gli studi universitari. Nell'ultima fase i futuri geometri prevedono che la banca intervenga a sostenere l'acquisto ad esempio di una casa. Poi il conto diventa «standard» perché il cliente ha acquisito fiducia nella banca e vuole continuare il percorso. Un'idea che è piaciuta a una giuria di esperti.
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