Cagliari, malati di mente: burocrazia blocca apertura di una comunità
La denuncia arriva dalla cooperativa che ha vinto la gara d'appalto bandita dalla Asl 8
CAGLIARI. Una comunità terapeutica per persone con sofferenza mentale. Locali ristrutturati e messi a norma, un bel giardino in pieno centro a Cagliari, in piazza San Giacomo, attrezzature pronte. Poi due piani, camere con bagno, soggiorno, cucina, infermeria, dependance per operatori, sala polifunzionale, lavanderia, sede della radio web. Ma non può ancora aprire. Motivo? Lo denuncia la cooperativa sociale Asarp Uno: «Ritardo nella definizione dell'accreditamento della comunità da parte della Regione».
Pronti alla battaglia: «Saremo duri, determinati e severi - avverte la presidente dell'Associazione per l'attuazione della riforma psichiatrica, Gisella Trincas -. Si tratta di un progetto dell'associazione dei familiari che nasce dall'esigenza di creare percorsi e opportunità di miglioramento e di guarigione. Siamo sconcertati dal comportamento delle istituzioni. Una gravità inaudita».
Il lungo percorso non ancora giunto al traguardo parte con una gara d'appalto della Asl 8 nel 2013: gara aggiudicata l'anno successivo. «Da lì - ha ricordato la presidente della cooperativa, Stefania Matta - sono cominciate le spese: mutuo, affitto, utenze. Ma non sono l'unico problema. Anzi: altre attese per adempimenti burocratici. Sino a marzo 2016 sembrava fatta con il rilascio dell'autorizzazione al funzionamento. E invece ancora altre carte e altri documenti».
L'ultimo atto è il rilascio della funzionalità. Ma non è finita. «Una comunità che non apre - spiega Trincas - crea danni: la cooperativa ha perso nel frattempo operatori di provata esperienza. Per non parlare dei danni economici. E si creano danni gravi per le persone che non hanno potuto fare il percorso e per le loro famiglie, spesso costrette a rivolgersi in strutture fuori dalla Sardegna».
La richiesta: «Pretendiamo - ha ribadito Trincas - che sia aperta entro un mese. Se non è in grado di governare questa situazione, l'assessore della Sanità si deve dimettere».
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