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Cagliari

Muravera, nuova mobilitazione in difesa dell'ospedale

Gian Carlo Bulla
Muravera, nuova mobilitazione in difesa dell'ospedale

Sulla proposta di riordino della rete ospedaliera la "Rete sarda-Difesa sanità pubblica" chiede un passo indietro al presidente della Regione Francesco Pigliaru

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MURAVERA. “Gli ospedali dei territori disagiati vanno potenziati e non declassati e chiusi”. Lo sostiene la “Rete sarda-Difesa sanità pubblica” costituita dai comitati che si sono organizzati e mobilitati in tutta la Sardegna contro la proposta di “riordino della rete ospedaliera sarda”.

“La giunta Pigliaru ignora - sottolinea Claudia Zuncheddu, portavoce della Rete sarda-Difesa sanità pubblica- che i tempi di percorrenza delle distanze in Sardegna non equivalgono a quelli della Lombardia ed i rischi, anche in termini di costi di vite umane, in caso di emergenza, sarebbero altissimi. Inoltre la crisi degli ospedali cagliaritani, caratterizzata da accorpamenti, chiusure di reparti e presidi, riduzione del personale, di spazi operativi e di mezzi, rende evidente l’impossibilità del capoluogo regionale di farsi carico delle esigenze sanitarie delle collettività dei territori destinati a perdere i propri riferimenti ospedalieri”.

La Rete sarda-Difesa sanità pubblica sostiene che il governo Pigliaru ignora che i sardi sono in testa, in Italia, per la povertà e che mai potrebbero accedere alla sanità privata che si sta delineando. “I sardi che già rinunciano alle cure mediche- affermano Lidia Todde, Luigi Pisci, Adriano Urru, Giancarlo Sias, coordinatori della rete - sono in forte crescita a partire dalle masse di inoccupati, che a differenza dei disoccupati - devono pagare il ticket. La proposta della giunta Pigliaru è parte integrante del piano di privatizzazione del sistema sanitario pubblico voluto dal governo Renzi. Il declassamento e la chiusura di ospedali territoriali da una parte e le forti restrizioni sull’assistenza sanitaria primaria dall’altra a colpi di decreti Lorenzin - concludono i quattro coordinatori della “Rete”- abbasserà le aspettative di vita dei sardi”.

“La Rete sarda-Difesa sanità pubblica e tutte le forze che si stanno mobilitando nell’isola per la salvaguardia dei propri ospedali e per il diritto dei sardi ad una assistenza sanitaria pubblica e di qualità - dice la portavoce Zuncheddu - chiedono al presidente Pigliaru e ai partiti che lo sostengono di fare un passo indietro e di rinunciare alla proposta di riordino delle rete ospedaliera sarda”.

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