Coronavirus, isolamento per un centinaio di persone in Sardegna

Le tende per i controlli montate davanti al Pronto soccorso dell'ospedale di Is Mirrionis a Cagliari (foto Mario Rosas)

Nessun focolaio  ma misure precauzionali necessarie per chi è stato a contatto con il paziente positivo ricoverato a Cagliari e quello che si trova a Milano

CAGLIARI. Dopo il primo caso di coronavirus, anche in Sardegna è arrivata la paura per il contagio. L'allarme è scattato domenica sera, ma la conferma è arrivata solo ieri mattina 2 marzo dalla Regione: un imprenditore di 42 anni, gestore di un locale a Cagliari, è stato ricoverato all'ospedale Santissima Trinità con problemi alle vie respiratorie. Tutti i protocolli sanitari sono stati attivati, a cominciare dalla quarantena per la moglie, il figlio, un amico e tutte le persone che sono venute in contatto con lui.

L'imprenditore era stato a Rimini tra il 15 e il 18 febbraio scorso per la Beer e Food Attraction, fiera dedicata ai birrifici artigianali. È rientrato nel capoluogo sardo il 19 febbraio con un volo Bologna- Cagliari. In quarantena ci sono anche alcuni passeggeri del volo Bologna- Cagliari con cui era rientrato il 42enne, ma solo quelli fino a due file davanti e dietro il posto del contagiato. 

Sempre in quarantena anche alcune persone che sono venute a contatto in Sardegna con il cagliaritano che si trova ricoverato al Sacco di Milano e che è risultato positivo. L'uomo faceva la spola fra Cagliari e la penisola per sottoporsi a cure mediche. La sua famiglia è in isolamento nel capoluogo lombardo. In isolamento volontario si trovano anche altri sardi. In totale circa un centinaio.

«La situazione è sotto controllo e costantemente monitorata - dichiara il governatore Solinas - Ogni evoluzione è seguita con la massima attenzione e le misure di sicurezza sono operative su tutto il territorio. Anche in questo caso, di cui stiamo attendendo conferma dall'Istituto superiore di sanità, il sistema regionale ha risposto rapidamente».

«Le procedure per arrivare ai primi risultati sono state attuate in maniera corretta - precisa l'assessore della Sanità, Mario Nieddu - il paziente si è rivolto al numero per le emergenze e questo ha consentito di svolgere le prime valutazioni e di prestargli assistenza nella massima sicurezza».

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