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Cagliari

Protocollo Zeus, a Cagliari uno strumento in più contro le violenze domestiche

Luciano Onnis
Protocollo Zeus, a Cagliari uno strumento in più contro le violenze domestiche

Con il documento firmato anche dal questore nei decreti di ammonimento si introduce la cosiddetta “ingiunzione trattamentale” indirizzata ai soggetti ammoniti

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CAGLIARI. L’impegno della polizia di Stato contro la violenza di genere: firmato il protocollo “Zeus” per portare al ravvedimento i responsabili di questo reato quando ancora non c’è l’aggravante della denuncia penale ma un semplici ammonimento da parte del questore. Nell’ambito delle iniziative di prevenzione e contrasto alla violenza domestiche, questa mattina 12 giugno il questore di Cagliari, Pierluigi D’Angelo, e il rappresentante legale del CIPM Sardegna (Centro Italiano per la Promozione e la Mediazione), Susanna Murru, hanno firmato un protocollo di intesa che introduce nei decreti di ammonimento la cosiddetta “ingiunzione trattamentale” indirizzata ai soggetti ammoniti. I soggetti ai quali viene notificato l’ammonimento del questore per atti persecutori e violenza domestica potranno, quindi, rivolgersi al CIPM per intraprendere volontariamente un percorso finalizzato al miglioramento della gestione delle emozioni e del controllo dei propri impulsi.

“L’attuazione del Protocollo “Zeus” - ha detto il questore D’Angelo - rappresenta un importante strumento di prevenzione per queste tipologie di violenza, che nasce dalla sinergia tra Istituzioni (Polizia di Stato) e Servizi (CIPM) e consente, oltretutto, un monitoraggio dei casi critici tramite l’acquisizione di reciproci feedback”. Attraverso tale accordo di collaborazione, i soggetti ammoniti per atti persecutori e per violenza domestica, in sede di notifica presso la Divisione Anticrimine della questura, che è l’ufficio che cura l’istruttoria per l’irrogazione delle misure di prevenzione, verranno esortati a rivolgersi al CIPM per intraprendere un percorso orientato all’acquisizione della consapevolezza del disvalore sociale e penale delle azioni commesse. Successivamente il CIPM Sardegna, che si avvale di un’equipe di lavoro multidisciplinare (avvocati, criminologi, psicoterapeuti, sociologi, educatori e mediatori), comunicherà alla Questura la mancata presentazione del soggetto, la sottoposizione al percorso ovvero l’abbandono del trattamento. Comportamenti che il questore di Cagliari valuterà come sintomatici o meno del persistere della pericolosità sociale. E ne pagherà le conseguenze compromettendo il suo percorso di ravvedimento.

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