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Cagliari

Covid, preoccupante situazione a Isili: altri 34 positivi

Uno scorcio di Isili
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Uno scorcio di Isili

Il comune finanzia con 16mila euro il servizio di assistenza a domicilio e l'acquisto di tamponi

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ISILI. Preoccupante e allarmante situazione covid a Isili. Nel paese del Sarcidano sono stati accertati altri trentaquattro casi di positività in una delle due case di riposo per anziani (trenta ospiti e quattro operatori sanitari). “Il numero complessivo dei contagiati- afferma il sindaco Luca Pilia- supera le cento unita ( tre di essi sono ricoverati a Cagliari nell’ospedale Santissima Trinità) ed è di gran lunga superiore a quello, non aggiornato, ufficialmente comunicato dall’azienda tutela della salute”.

La giunta comunale per fronteggiare l’emergenza ha deliberato di stanziare sedicimila euro per l’acquisto di tamponi e di attivare un servizio di assistenza a domicilio, entrato in funzione questa mattina (lunedi), da parte di operatori socio sanitari, riservato a persone positive non autosufficienti e in situazioni di difficoltà. Ho inoltre deciso di acquistare saturimetri da consegnare ai cittadini positivi e di disporre misure di sostegno economico alle attività produttive danneggiate dalla pandemia.

“Dopo tante insistenze- sottolinea il sindaco Pilia- finalmente ho avuto modo di confrontarmi con i medici dell'ATS e con l'assessore regionale alla sanità Mario Nieddu per concordare alcuni interventi di visite domiciliari urgenti e l'organizzazione di ulteriori "sedute" per effettuare ulteriori tamponi”. Intanto su richiesta del comune nella mattinata odierna la protezione civile regionale ha consegnato una prima tranche di dispositivi di protezione individuale necessari per fronteggiare l’emergenza in atto.

“Siamo impegnati in una lotta impari che sta mettendo a durissima prova il tessuto economico, sociale e relazionale della nostra comunità – dichiara il sindaco Pilia -.In questi giorni difficili ho visto, con grande soddisfazione, nascere tanti gesti di solidarietà, di vicinanza e di umanità. Una comunità che, pur nella sofferenza e nell’angoscia, è riuscita tuttavia a restare unita. Senza abbatterci e senza scoraggiarci dobbiamo continuare a lottare contro questo male che ha già provocato ferite profonde e dolorose alla nostra comunità ma che può essere sconfitto se adottiamo comportamenti responsabili e continuiamo ad osservare il distanziamento sociale, l’igiene personale e degli ambienti di vita e del lavoro”. (Gian Carlo Bulla)

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