Disoccupato di Torpè arrestato due anni dopo una rapina a Serramanna
È accusato di avere aggredito il proprietario di una villetta insieme ad altri complici
SERRAMANNA. Incastrato dai reperti biologici e impronte varie uno dei rapinatori che nella notte del 10 febbraio 2019 si resero protagonisti a Serramanna di una rapina stile "arancia meccanica", vittima una giovane coppia e la loro bambina. In manette, su ordine di cattura della Procura del tribunale di Cagliari, è finito adesso a seguito di indagini fondate principalmente sui riscontri del Ris, un disoccupato di Torpè, il 36enne Ananio Manca, disoccupato. Nella perquisizione della sua abitazione in occasione dell'arresto, questa mattina all'alba a Posada di Torpè, i carabinieri della compagnia di Sanluri, diretti dal comandante capitano Aldo Meluccio, con l'apporto dei reparti speciali dell'Arma (unità cinofile e squadrone eliportato dei Cacciatori di Sardegna), hanno trovato 6.600 euro in contanti, 5 ordigni esplodenti confezionati artigianalmente con 300 grammi di polvere da sparo, 4 cartucce per fucile calibro 12, materiale tecnologico vario, radio trasmittenti e indumenti diversi utili in azioni criminose. L'arrestato è adesso rinchiuso nel carcere di Uta.
Quella avvenuta a Serramanna alle ore 01.40 del 10 febbraio 2019 era stata una rapina molto cruenta. Quaranta minuti dopo la mezzanotte alcuni individui parzialmente travisati con cappello e sciarpa, indossanti casacche di colore giallo con la scritta “Polizia”, avevano tentato il bliz nella villetta di Roberto Pillittu, in località “Su Campu e s’Egua “, ma non trovarono nessuno perché i proprietari, marito e moglie, erano fuori casa per il battesimo del loro figlio neonato. Decisero di aspettare e all'1.15 circa, Roberto Pillittu con la moglie Stefania Sebis e il loro bimbo, a bordo della Bmw di proprietà, fecero ritorno a casa. Dopo aver varcato il cancello di ingresso e percorso il breve vialetto che conduce alla villetta, erano stati affrontati dai malfattori. Avendo compreso cosa stava avvenendo, il capo famiglia, ritenendo di essere solo lui l’obiettivo di una incombente azione criminale, cercò di rientrare in macchina con l’intento di scappare. Tale mossa trovò la ferma opposizione dei rapinatori e da ciò scaturì una violenta colluttazione, a seguito della quale Roberto Pillittu, nonostante ferito da ripetuti colpi sferrati, a suo dire, con il calcio di una pistola impugnata da uno degli aggressori, riuscì a divincolarsi dalla presa per poi raggiungere al buio, con una rapida corsa, il vicino deposito di macchine agricole della sua azienda. Il 36enne proprietario di casa, montato su un trattore, si era quindi diretto verso i campi vicini, dove la Fiat Panda degli aggressori non avrebbe potuto raggiungerlo. Si era infine immesso su uno sterrato allo scopo di velocizzare la propria marcia diretta alla ricerca di soccorsi, quando si era visto raggiungere da dietro dai malfattori in fuga. Non gli rimase che effettuare una manovra pericolosa. Innestata la retromarcia, aveva danneggiato irrimediabilmente l’autovettura che lo seguiva, con un colpo della benna agganciata al trattore. Tale manovra spiazzò i malviventi che vista la mala parata, si diedero alla fuga a piedi per la campagna. Sul posto arrivarono subito dopi i carabinieri avvisati dal padrone di casa, ma dei rapinatori nessuna traccia. Rimase nelle mani degli investigatori la loro Panda, prelevata e portata nella sede dei Ris dei carabinieri del comando provinciale di Cagliari.
Spaventati dal rischio corso, i quattro rapinatori avevano abbandonato sull’auto una serie di oggetti, sui quali i tecnici del reparto speciale dell’Arma hanno potuto effettuare una serie di indagini biologiche e dattiloscopiche, tali da raggiungere il risultato voluto. Gli operatori scientifici, all’esito dell’indagine svolta, hanno identificato il principale esecutore della rapina. I positivi riscontri sono stati ottenuti oltre che con indagini tradizionali, grazie alle determinanti risultanze analitiche dei rilievi svolti dal RIS sull’auto dei rapinatori, cui sono susseguiti approfonditi esami interdisciplinari di laboratorio che hanno permesso di isolare su un reperto il profilo genetico di Ananio Manca. Su tali gravi e precisi indizi di colpevolezza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del principale indagato. Stamattina 30 gennaio l'arresto.(luciano onnis)
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