A scuola di legalità nel ricordo di Emanuela Loi: il capo della polizia Lamberto Giannini fra gli scolari di Sinnai

Gli scolari della prima H dell'istituto comprensivo 2 di Sinnai con il capo della polizia Giannini e il questore di Cagliari Rossi

La cerimonia per l'agente di polizia uccisa nell'attentato mafioso di Palermo in cui morì anche il giudice Borsellino è stato il punto di arrivo del percorso didattico della classe 1^H dell’istituto comprensivo 2 sotto la guida degli insegnanti, degli agenti e dei funzionari della questura di Cagliari

SINNAI. Per l’intero anno scolastico hanno effettuato un percorso alla legalità con la guida dei propri insegnanti e di agenti e funzionari della questura di Cagliari che si sono prestati per le attività didattiche. Questa mattina 7 gennaio gli scolari della classe 1^H dell’istituto comprensivo 2 di Sinnai hanno ricevuto la visita del capo della polizia Lamberto Giannini, accompagnato dal questore di Cagliari Paolo Rossi, che ha incontrato gli alunni in una cerimonia organizzata per ricordare Emanuela Loi, medaglia d’oro al valor civile, assassinata con il giudice Paolo Borsellino e con i colleghi del servizio di scorta nell’agguato mafioso di via D’Amelio a Palermo.

Erano presenti anche la sorella Claudia, il fratello Marcello e la nipote Emanuela. Emanuela non aveva ancora compiuto 25 anni ed era stata una delle prime donne poliziotto ad essere preposta ad un servizio di scorta. Tanti i sogni e tanti i progetti coltivati insieme alla voglia di rendersi utile per gli altri. Il suo esempio e la sua vita spezzata prematuramente hanno colpito profondamente i piccoli studenti della Scuola primaria di Sinnai, che nel ricordo del sacrificio di Emanuela, hanno compiuto il percorso di educazione alla legalità, promosso dalla scuola e curato dalla polizia di Stato.

La cerimonia di stamattina, organizzata con l’apporto dell’amministrazione comunale di Sinnai, ha rappresentato un’importante tappa nel cammino di questi giovani alunni, un’occasione di crescita impreziosita dall’incontro con il massimo rappresentante del Dipartimento nazionale di Pubblica Sicurezza, al quale non hanno mancato di rivolgere domande. A Emanuela Loi hanno voluto dedicare una targa che è stata posizionata ai piedi di un ulivo per la circostanza piantato nei giorni scorsi in una vicina area comunale adibita a verde pubblico.

A scoprirla, sulle note del “Silenzio”, il capo della polizia Giannini, il sindaco Tarcisio Anedda e Emanuela Loi, omonima nipote dell’agente caduta.Tra gli applausi delle autorità presenti, i bambini hanno liberato in volo dei palloncini bianchi, “segno di elevazione degli ideali di legalità e giustizia rispetto alle mafie e a tutte le forme di criminalità, con il pensiero continuamente rivolto a chi ha sacrificato la vita per il bene comune”, come spiegato da una insegnante.

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