La Nuova Sardegna

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«No, la posidonia non è un’alga, basta demonizzarla. E vi spiego perché è un’amica delle spiagge»

di Serena Lullia
«No, la posidonia non è un’alga, basta demonizzarla. E vi spiego perché è un’amica delle spiagge»

Il biologo Benedetto Cristo fa il punto sugli spiaggiamenti in crescita nei litorali, visibili in queste prime giornate di sole

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Sassari No, non sono alghe. Sono piante di posidonia. E anche se in tanti, ancora, ci vedono solo un accumulo sgradevole e antiestetico, sono tra le custodi più efficaci delle spiagge. Stanno lì, sulla battigia, dove mare e terra si contendono lo spazio, e fanno un lavoro silenzioso: trattengono la sabbia, rallentano le onde, difendono l’arenile. È da qui che il biologo olbiese Benedetto Cristo parte per rispondere in anticipo alle polemiche di Pasqua e Pasquetta. Di chi vorrebbe granelli d’argento setacciati e ignora che la posidonia svolge un ruolo importante per conservare i litorali. Da viva e da morta.

Perché non va rimossa d’inverno

Come succede ogni anno, quando il sole di primavera spinge le persone in spiaggia, scatta la demonizzazione della posidonia e delle amministrazioni comunali, ree di non aver lustrato le spiagge a dovere. «Ma il momento giusto per intervenire sulla rimozione della posidonia non può essere certo determinato dal calendario di Pasqua e Pasquetta – spiega il biologo Benedetto Cristo – o dai primi giorni di sole. Durante l’inverno, la posidonia spiaggiata non va assolutamente rimossa perché protegge l’arenile dall’erosione. La sabbia infatti è molto più bagnata e verrebbe portata via dal moto ondoso. Inoltre, fungendo da filtro, favorisce l'apporto di sabbia aumentando i quantitativi nell'arenile. A inizio stagione andrebbe rimossa a mano, non con mezzi meccanici, e trasportata nel retroduna, quando ovviamente non è costruito. Si deve lasciare quindi ad asciugare e andrebbe poi vagliata per recuperare la sabbia. Andrebbe poi risistemata sull’arenile all’inizio della stagione autunnale, quando serve. Dico quando serve perché in autunno inizia lo spiaggiamento delle nuove foglie che iniziano a cadere». Ma anche da viva la posidonia svolge un importante ruolo di argine all’erosione perché rallenta il moto ondoso.

La morte silenziosa dei microrganismi della sabbia

C’è poi un motivo per cui non si devono usare mezzi meccanici per rimuoverla. «La spiaggia è un ambiente vivo e nella battigia vivono specie particolari che mantengono gli equilibri e la conservazione anche sanitaria. Utilizzare mezzi invasivi, tra l’altro vietati dalla legge, va a uccidere tutti questi microrganismi alterando gli equilibri naturali». 

Sempre più posidonia spiaggiata, ecco perché 

Può piacere o no ma anche la crescita degli spiaggiamenti di posidonia è legata al cambiamento climatico. «ll clima è cambiato, lo scioglimento dei ghiacciai sta inevitabilmente portando all’aumento del livello del mare – prosegue nel ragionamento il biologo Cristo -.  Facendo una estrema sintesi di un fenomeno che in realtà è molto complesso, le coste vengono sommerse e le spiagge vengono erose in modo sempre più rapido. Se dovessimo lasciare i nostri litorali completamente nudi di posidonia, in pochissimo tempo ci giocheremmo tutte le nostre spiagge». 

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