Sant'Antioco, risse con gli ospiti della comunità di don Rigoldi: interviene il prefetto

Nelle ore serali sul lungomare in diverse occasioni si sarebbero fronteggiati ragazzi del posto con coetanei della comunità di recupero di Milano in vacanza in Sardegna

SANT’ANTIOCO. Botte e risse continue in ore serali sul lungomare fra ragazzi del posto e giovani della comunità di recupero di don Rigoldi in Lombardia (Bisceglie) in vacanza estiva con il sacerdote a Sant’Antioco e che adesso dice di voler anticipatamente lasciare dopo quattro anni di serena convivenza vacanziera con la gente del posto: il prefetto di Cagliari Gianfranco Tomao convoca nel municipio della cittadina sulcitana una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Vertice che si è tenuto questa mattina nella sala consiliare, presenti come parti interessate lo stesso don Gino Rigoldi, il sindaco Ignazio Locci, il questore di Cagliari Paolo Rossi, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Cesario Totaro, i referenti dalla Guardia di finanza, della Capitane-ria di porto e della polizia locale.

A scatenare la violenza fra i sette giovani antiochensi e i ragazzi di don Rigoldi, cappellano militare dell’istituto penale per minorenni Cesare Beccaria di Milano, sarebbe stato uno smartphone rubato giorni addietro da uno dei giovani ospiti a un ragazzo di Sant’Antioco. Da lì è scoppiata la guerra e di sera, sulla passeggiata del lungomare, ci sarebbero state numerose aggressioni ritorsive da parte dei “padroni di casa”, con scazzottate e momenti di forte tensione. Fatti che don Rigoldi avrebbe regolarmente denunciato ai carabinieri, annunciando l’intenzione di far rientrare a Milano, dopo che altri ragazzi della comunità lo hanno fatto nei giorni scorsi, anche quelli rimasti.

Il prefetto di Cagliari stamattina ha riunito a Sant’Antioco il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. In particolare, il prefetto ed il sindaco hanno condiviso la necessità che sia fatta piena luce sulle eventuali responsabilità degli autori dei fatti accaduti, auspicando che «sia portato quanto prima all’attenzione dell’autorità giudiziaria ogni elemento di rilievo e siano accertate le responsabilità dei singoli». Il prefetto ha, inoltre, assicurato che, per il prossimo futuro, sarà rafforzata la presenza delle forze di polizia sul territorio al fine di evitare il possibile ripetersi di analoghe situazioni.

Nel contesto, il sindaco Locci ha voluto ribadire che la comunità di Sant’Antioco «è abituata all’accoglienza e, pertanto, quelli accaduti nei giorni scorsi rappresentano episodi isolati, da lasciarsi alle spalle quanto prima» e che «la popolazione di Sant’Antioco è culturalmente dedita all’accoglienza, tant’è che non si sono mai registrati episodi simili».

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