Da tutta l'isola a Cagliari per lo sciopero degli infermieri "eroi dimenticati": niente soldi e super lavoro

Gli infermieri in piazza a Cagliari (foto Mario Rosas)

Nonostante il Covid resiste il blocco delle assunzioni col risultato di dover chiudere interi reparti o ridurre drasticamente le prestazioni

CAGLIARI. Lavoratori della sanità in piazza a Cagliari per lo sciopero generale di 24 ore promosso dal sindacato del NurSind. Il manifesto simbolo è un cartello mostrato da una dipendente. Lo stemma è quello della Sardegna, ma le bende dei quattro mori riportano le scritte: «sfruttati, sottopagati, aggrediti, umiliati». Un altro cartello: «siamo gli eroi dimenticati». Infermieri, operatori sanitari e altri lavoratori si sono ritrovati a pochi passi dal Consiglio Regionale. Presenti i delegati di tutta la Sardegna.

«Con questo sciopero non desideriamo creare ulteriore disagio ai cittadini - hanno detto subito i rappresentanti del NurSind - desideriamo però che tutti sappiano e riconoscano che gli infermieri sono una risorsa fondamentale per tutti i sistemi sanitari del mondo, anche se evidentemente non abbastanza per il nostro Governo e le nostre Regioni. Infatti, il governo Draghi non ha ritenuto di dare alcun segnale di vicinanza agli operatori sanitari (infermieri, ostetriche, Oss, ecc), erogando già da questo mese le risorse stanziate a dicembre 2020. Il personale medico già da un anno ha giustamente ricevuto mezzo miliardo di euro, il restante personale sanitario e sociosanitario ancora attende».

Mobilitazione anche della Usb davanti all'ospedale Santissima Trinità di Cagliari, presidio Covid del capoluogo. «Nonostante il personale del comparto sanitario - spiega il sindacato - sia da tempo immemorabile sottorganico, si continua col blocco delle assunzioni anche adesso che devono sopportare il peso della pandemia da Covid-19: a ciò si risponde allungando a dismisura le liste d'attesa per interventi di vario tipo, tanto che nelle chirurgie gli interventi sono diminuiti del 30 ed in alcuni casi del 50%.; hanno risposto con la chiusura di facto di interi reparti dei piccoli ospedali territoriali causando l'intasamento degli ospedali maggiori; hanno causato l'allungamento delle liste d'attesa per visite specialistiche ed esami clinici, costringendo i pazienti a rivolgersi alle strutture private». Sciopero - spiega Usb - anche «il sovraccarico del pronto soccorso». (Ansa).

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