Cento candeline per tzia Anneta, figlia della prima centenaria di Seulo
Anna Mulas festeggiata dalla sua bella famiglia e dal sindaco che le ha comunicato la nomina a sindaca onoraria
SEULO. E’ riuscita a spegnere le cento candeline e a tagliare il traguardo del secolo di vita che ha sempre sostenuto, sicuramente per scaramanzia, non sarebbe stato alla sua portata e pertanto non avrebbe raggiunto. Anna Mulas (tzia Anneta), secondo la ricerca effettuata dal genealogista Pino Ledda, è, dal 1871, la ventottesima centenaria di Seulo, il paese della Barbagia omonima, dove la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media, e che, per questo motivo, dal marzo 2016 è stato ufficialmente inserito nella “blue zone” dall’osservatorio della longevità. La neo centenaria ultimogenita dei 5 figli di Isidora Moi, la prima centenaria di Seulo (nata nel 1878, deceduta nel 1978) e Antonio, soprannominato “Mucciurru”, un allevatore di pecore, è nata a Seulo l’11 marzo 1922, di sabato. Ha frequentato le cinque classi della scuola elementare e ha conseguito la licenza con buoni voti. Ha aiutato la madre nelle faccende domestiche e il padre ad accudire il bestiame soprattutto durante la transumanza. In gioventù è stata una abile cavallerizza. Per incrementare le entrate della famiglia ha fatto anche la bracciante agricola.
Tzia Anneta il 30 aprile 1958 si è sposata con Felice Loddo, un suo compaesano che faceva il sarto e il barbiere. Il matrimonio è stato celebrato a Seulo nella chiesa della Beata Vergine Immacolata dal parroco don Salvatore Barca. La neo centenaria ha messo al mondo 4 figli dei quali 3 sono ancora in vita: Sergio, ex dipendente del comune di Seulo, Silvestro, dirigente delle ferrovie complementari della Sardegna e Gelsomina (Mina), dipendente della Sider Alloys, ex Alcoa, di Portovesme, entrambi ingegneri. Oltre che accudire alla famiglia ha aiutato il marito e, inoltre, ha curato in prima persona il vigneto, l’orto e ha sempre procacciato la legna da ardere per il fabbisogno famigliare . E’ stata sino a pochi anni fa abile nell’usare “il bidente”, (zappa a due denti) con la quale dissodava la terra. Dotata di una invidiabile forza fisica è stata sempre infaticabile. ”Ricordo che quando i muratori, racconta il figlio Sergio, stavano costruendo la mansarda della casa familiare trasportava a “cuccuru” in testa, contemporaneamente, due sacchi di cemento da 50 chili ciascuno percorrendo, senza fermarsi, 4 rampe di scale”.
Nonostante gli impegni tzia Anneta è riuscita a trovare il tempo da dedicare anche ai suoi hobby: il ricamo e l’uncinetto. "Ultimamente, forse a causa del covid che l’ha costretta a cambiare le abitudini di vita, ha perso qualche colpo e non è più del tutto autosufficiente - afferma il figlio primogenito Sergio -. Non si è voluta tuttavia spostare dalla propria abitazione. Io e mia moglie Sofia ci siamo traferiti a vivere a casa sua”.
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Questa mattina 11 marzo tra i primi ad esternarle gli auguri oltre ai figli, alle nuore e al genero, gli adorati nipoti Elsa, Marco, Stefano, i pronipoti Alessandro e Mirian, il sindaco di Seulo Enrico Murgia. Tzia Anneta ha molto gradito la visita del primo cittadino seulese che le ha anche comunicato che il consiglio comunale le ha conferito il titolo di “sindaca onoraria”. A Seulo nel 1922 sono nate complessivamente 42 persone (24 femmine e 18 maschi). Allo stato attuale i sopravvissuti sono solo sei: Pietrina Murgia (25-01), Gilda Lai (18-02), Anna Mulas (11-03), Gesuina Murgia (nota Gesua, 26-04), Giovanni Locci (noto Schetti 30-04), Giuseppe Ligas (02-11).
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