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Cagliari

Nonna Severina con la fascia tricolore a Castiadas: cent'anni e tanta commozione

Gian Carlo Bulla
Nonna Severina con la fascia tricolore a Castiadas: cent'anni e tanta commozione

Grande festa per la neo centenaria carica di ricordi di una vita di lavoro e ricca di affetti

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CASTIADAS. Severina Utzeri si è commossa quando il sindaco di Castiadas Eugenio Murgioni le ha fatto indossare la fascia tricolore. “Sono felice, ha affermato, per essere riuscita a raggiungere il traguardo del secolo di vita che per gli acciacchi che ho passato ritenevo non fosse alla mia portata”. La neo centenaria primogenita dei sei figli di Efisia Cuccu e Emanuele, un operaio agricolo, è nata a San Vito nel vico Spano, rione Cuccureddu, il 2 giugno del 1922, di venerdi, il giorno in cui la chiesa cattolica venera San Marcellino. Nonna Severina nonostante sia andata a scuola solo per pochi giorni ha imparato a leggere, scrivere e fare di conto. “Ad insegnarmi, racconta, è stato mio babbo, Emanuele, che aveva imparato durante il servizio militare di leva”. La neo centenaria sino a quando è stata autosufficiente ha sempre lavorato con grande lena senza mai risparmiarsi. “Ho incominciato a sgobbare da quando ero bambina- dice- Oltre che rendermi utile a casa aiutando mamma Efisia nelle faccende domestiche e a badare ai miei fratelli e sorelle, facevo le commissioni e andavo a raccogliere legna e fichi d’india e ad attingere acqua dalla sorgente. Da quando avevo undici anni sono andata a fare la collaboratrice domestica (sa zeracca) a casa di alcune famiglie benestanti di San Vito”.

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Il 9 novembre 1946 nonna Severina si è sposata con Oreglio Simbola un bracciante agricolo col quale si era fidanzata nel 1940 alcuni giorni prima che partisse per fare il servizio militare di leva che allora era obbligatorio. “Ho tenuto fede alla parola data, lo ho aspettato, quantunque per cinque anni non abbia avuto sue notizie. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania fu inviato al fronte in Grecia. Nel 1943 (dopo l’armistizio) fu fatto prigioniero dai tedeschi e condotto in un campo di concentramento in Germania dove rimase sino alla fine della guerra. Per Oreglio è stata una esperienza drammatica. Gli anni della guerra per lui sono stati indelebili e gli hanno segnato la vita. Ricordo che il matrimonio è stato celebrato dal parroco don Gesuino Setzu”.

Nonna Severina ha messo al mondo 4 figli dei quali solo tre sono ancora in vita: Mario, Elena (Nuccia), Luigi (Gigi). “Nel 1956 abbiamo avuto in assegnazione un podere dall’Ente di trasformazione fondiaria e agraria in Sardegna (ETFAS) e ci siamo trasferiti a vivere a Masone Pardu, una delle borgate che attualmente formano il comune di Castiadas. Ci siamo spaccati la schiena per spietrare il terreno, bonificarlo e renderlo fertile. Eravamo poverissimi. Abbiamo fatto grossi sacrifici per acquistare una coppia di vitelli che nel giro di poco tempo sono diventati il nostro giogo di buoi allora indispensabile per poter effettuare il lavoro agricolo. Grazie ad essi poi, siamo riusciti a costituire una piccola mandria che ci ha consentito di incrementare le entrate. Ogni mattina mi alzavo alle quattro per mungere le vacche e il fine settimana anche per fare il pane in casa. La mia è stata una vita di lavoro e di sacrifici”.

Nonna Severina, sopravvissuta alla malaria, comincia a sentire il peso degli anni e si rammarica di non essere più autosufficiente e di dover dipendere dagli altri ed in modo particolare da Doina, la badante di nazionalità romena che da sette anni amorevolmente l’accudisce. Pur essendo lucidissima non può più camminare a causa della frattura di entrambi i femori . Tra i primi ad esternarle gli auguri oltre ai figli, alle nuore e al genero sono stati le sorelle Teresa e Maria, i 6 nipoti , i 5 pronipoti e il sindaco di San Vito Marco Antonio Siddi. La neo centenaria ha gradito la visita del sindaco di Castiadas Eugenio Murgioni che le ha donato una targa ricordo e le ha esternato gli auguri di tutta la comunità castiadese. Nel paese del Sarrabus , nella borgata di Camisa, vive un altra ultra centenaria, Francesca Frigau, tzia Cecchina, nata a Burcei il 24 maggio 1922.

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