Crollo all’Università di Cagliari: ci sono altri sette indagati
Concluso dagli uomini della squadra mobile l’esame dei documenti sui lavori eseguiti sull’edificio collassato il 18 ottobre
Cagliari Altre sette persone sono state iscritte al registro degli indagati per il crollo dell’ex aula magna di geologia al polo universitario di Sa Duchessa. Concluso dalla squadra mobile l’esame dei documenti sui lavori eseguiti nel corso degli anni sull’edificio collassato alle 22 dello scorso 18 ottobre, il pm Giangiacomo Pilia ha potuto individuare i dirigenti dell’Ateneo che avevano competenza sulle manutenzioni di immobili e impianti in ciascuna fase degli interventi e i responsabili delle imprese edili impegnate nella progressiva trasformazione della struttura, nata come aula magna e diventata successivamente un complesso di aule e di uffici destinati ai docenti. Anche in questo passaggio, così come nel precedente che ha portato sul registro degli indagati i nomi di quattro dirigenti universitari tra cui il rettore Francesco Mola, l’iscrizione è un atto obbligato per consentire a tutte le persone potenzialmente coinvolte nell’inchiesta giudiziaria di partecipare ai sopralluoghi e alle verifiche che la Procura ha affidato a Cristina Onnis, l’ingegnere che nei novanta giorni concordati col magistrato dovrà consegnare all’ufficio del pm una relazione tecnica dettagliata sulle origini del crollo e sulle eventuali anomalie riscontrate nella struttura ormai ridotta a un rudere.
I nuovi indagati sono Antonio Pillai, dirigente responsabile delle manutenzioni impianti e edifici fino al 2021, il direttore dei lavori per l’Università Bruno Concas e i legali rappresentanti delle imprese edili che hanno lavorato sull’edificio negli anni Alberto Mancosu, Paolo Mancosu, Fabio Vacca, Pierpaolo Cugurra e Roberto Barbieri. Tutti dovranno nominare un difensore e hanno facoltà di indicare un consulente tecnico che partecipi al lavoro del perito d’ufficio. Dovranno farlo subito, perché l’appuntamento col magistrato all’ufficio della Procura è già stato fissato per questa mattina. Le ipotesi d’accusa sono sempre le stesse: crollo di edificio e disastro colposi. Sarà l’esito della relazione tecnica a dare al pm Pilia gli elementi per circoscrivere le accuse, modificarle o allargarle ad altre persone. Ora gli indagati sono in tutto undici, a Mola e a quelli iscritti ieri vanno aggiunti l’attuale responsabile del settore manutenzioni Antonella Sanna, il direttore generale dell’Ateneo Aldo Urru e il tecnico dell’ufficio manutenzioni Agostino Zirulia.
I punti oscuri da chiarire sono numerosi. Si tratta prima di tutto di capire se esista un collegamento tra i lavori di ristrutturazione eseguiti sull’edificio e il crollo. Per dare una risposta a questo interrogativo sarà indispensabile individuare la ragione dell’incidente, dove si sia verificato il cedimento e a che cosa sia dovuto. Non sarà facile, considerato che la struttura esista da quasi settant’anni. Per l’inchiesta giudiziaria sarà però importante stabilire anche se ci siano state omissioni negli ultimi mesi, da quando gli studenti e i docenti hanno cominciato ad avvertire strani rumori soprattutto nel solaio. Rumori che sono stati confermati dal portiere, l’ultimo che la notte del crol lo ha lasciato l’edificio dopo un giro di perlustrazione e un controllo all’interno. Se il pericolo era noto e nessuno è intervenuto scatterebbero inevitabilmente contestazioni di responsabilità. Ci vorrà tempo e il lavoro dei periti a questo punto dell’inchiesta diventa fondamentale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
