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Gli operai sulla torre di Portovesme all’assessora: «Non crediamo più alle promesse»

Gli operai sulla torre di Portovesme all’assessora: «Non crediamo più alle promesse»

Anita Pili arriva per portare la solidarietà della Regione e telefona ai 4 dimostranti ricevendo una risposta secca: “Vogliamo fatti concreti”

02 marzo 2023
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Portovesme "Vogliamo fatti concreti e non più promesse, non scenderemo fino a che non li avremo ottenuti". Così, al telefono, i 4 operai asserragliati per il terzo giorno sulla torre di 100 metri si sono rivolti all'assessore dell'Industria Anita Pili, che questa mattina ha portato la solidarietà della regione ai lavoratori della Portovesme srl. 

“Portovesme rappresenta un polo di importanza strategica per l’economia del Sulcis e dell’intera Sardegna – ha comunicato a sua volta Anita Pili in una notastampa – ma evidentemente anche e soprattutto, un sito d'importanza strategica nazionale essendo l’unico produttore italiano di zinco e piombo da primario. Come Giunta regionale abbiamo garantito sin dal principio della crisi, sostegno concreto alla azienda e ai lavoratori, sia con l’attività volta all’approvazione dell’energy release, sia agevolando un confronto tra i soggetti in campo, con l’obiettivo di affrontare in modo stabile ed efficace il problema del costo dell’energia. Oggi la stessa azienda deve essere chiara sulla riconversione e sulle reali condizioni che impediscano l’ulteriore fermata delle linee produttive. Dal governo nazionale – prosegue l’assessore dell’Industria - continuiamo a pretendere l’individuazione di strumenti di uguaglianza energetica che oggi non sono garantiti a nessuna delle aziende energivore in Sardegna, diversamente da quanto accade nel resto d’Italia!

Sul caso si registra anche l’intervento del segretario generale della Cisl Luigi Sbarra  ''Piena solidarietà ai lavoratori di Portovesme _ ha scritto su twitter l’esponente sindacale _, in lotta da mesi per difendere il proprio posto di lavoro e salvaguardare il futuro dello stabilimento sardo. Promesse e parole non bastano. Servono risposte chiare. Governo e Regione mettano in campo strumenti per tutelare occupazione e produzione''. 

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