La Nuova Sardegna

Cagliari

Allarme istituti di pena

Carcere di Uta, detenuto aggredisce tre guardie

di Luciano Onnis
Carcere di Uta, detenuto aggredisce tre guardie

Ancora emergenza nell’istituto: gli agenti erano intervenuti perché l’uomo aveva prima tentato di appiccare il fuoco nella sua cella

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Uta È sempre emergenza nella sicurezza all'interno delle carceri isolane. C'è stata  un'altra aggressione nell’istituto penitenziario di Uta dove un detenuto,  già responsabile di altre aggressioni a danno del personale, ha cercato di appiccare un incendio nella propria camera detentiva e nel momento in cui gli agenti sono entrati nella stanza  per ritirargli l’accendino che stava utilizzando per bruciare le lenzuola per poi scatenare l’incendio,  ha aggredito brutalmente gli stessi poliziotti.

Sono stati minuti concitati dove per riuscire a contenere l’aggressore,  i tre agenti hanno riportato ferite alle braccia e tumefazioni al volto, anche perché  a causa della prestanza  fisica del detenuto, non è stato  agevole riuscire ad immobilizzarlo.

A rendere  pubblico l'accaduto è  il segretario generale della Uil Polizia Penitenziaria della Sardegna, Michele Cireddu: “Commentiamo l’ennesima aggressione subita dai nostri poliziotti che per cercare di evitare un incendio, hanno subito danni fisici a seguito dell’aggressione di un detenuto, già responsabile qualche giorno fa di un altra aggressione a danno di un altro agente. Il Dipartimento, nonostante la richiesta ufficiale,  si ostina a non  fornire i dati relativi gli eventi critici alle organizzazioni sindacali, forse perché si vergogna  di certificare pubblicamente il fallimento del sistema carceri attuale? Dai numeri in nostro possesso, questa è  la 34esima  aggressione subita dai nostri poliziotti nel carcere di Uta dall’1 gennaio 2023 ad oggi”. 

Prosegue Cireddu: “Se questo dato coinvolgesse altri operatori di altre forze di polizia, sicuramente ci sarebbe l’indignazione delle Istituzioni e della classe politica sarda. Invece nel caso della polizia penitenziaria sembra quasi il prezzo da pagare per lavorare in un Amministrazione fallimentare e da rifondare di sana pianta”.

“Non bisogna essere una Cassandra – conclude Michele Cireddu -  per comprendere che la situazione è  fuori controllo. L’Amministrazione penitenziaria è inadeguata, andrebbe commissariata per far fronte ad una vera e propria emergenza carceri”.
 

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