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Vita in barca: la felicità in un borgo galleggiante col mare intorno e meno spese

di Andrea Massidda

	Lupo&nbsp;e il suo maremmano nella barca a Su Siccu<em> (foto Mario Rosas)</em>
Lupo e il suo maremmano nella barca a Su Siccu (foto Mario Rosas)

Insegnanti, influencer, attori, studenti: sono residenti su un molo a Cagliari

06 aprile 2024
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Cagliari Ogni mattina, che ci sia burrasca o mare piatto, pioggia o sole splendente, Lupo si sveglia, fa un’abbondante colazione nella dinette assieme alla sua amata maremmana Ludu, e poi con l’autobus va a lavorare come artigiano in giro per la città: idraulico, impiantista elettrico, operaio specializzato nella messa in posa di parquet. «Diciamo che faccio il problem solver », taglia corto parlando del suo mestiere. Un’esistenza qualsiasi? Non esattamente. Perché una volta terminati gli appuntamenti, Lupo torna nella sua vecchia barca a vela di quasi undici metri dove risiede ufficialmente da cinque anni, si fa una doccia ed è pronto per un aperitivo a base di gin tonic davanti al tramonto sul Golfo degli Angeli. Tutto in compagnia di chi condivide il suo stile di vita da marinaio.

Borghi galleggianti Nei nove porticcioli presenti sul lungomare di Cagliari – in totale oltre mille posti barca – sono tante e sempre di più le persone che hanno scelto di abbandonare i classici appartamenti in città per trasferirsi in pianta stabile (si fa per dire) su un’imbarcazione ormeggiata nei moli cittadini. E se nella vasta e variegata comunità che a Cagliari abita in modo stanziale in quella sorta di borgo galleggiante tra le pendici del colle di Bonaria e il padiglione Nervi si potesse votare, Lupo – organizzatore seriale di grigliate, concerti e momenti conviviali nella club house della Marina del Sole, a Su Siccu – sarebbe molto probabilmente eletto sindaco. O al massimo se la giocherebbe con l’effervescente Marta, 34 anni, studi in Medicina, istruttrice di vela, ma anche seguitissima social influencer, con 14mila follower sempre connessi per apprendere da lei che cos’è una randa o un boma, e di recente anche come si affronta una gravidanza tra le onde. «Da otto mesi – racconta lei stessa – sono mamma di Edoardo, un cucciolo che non ha mai vissuto sulla terra ferma. Con il mio compagno abitiamo su un catamarano dal 2019 e, sinceramente, qui siamo felici, non ci manca nulla: l’importante – aggiunge – è abituarsi a non usare le scarpe e avere sempre la cambusa piena».

Scelta di vita Marta, appassionata di vela sin da quando era piccola, racconta come ha preso la decisione di trasferirsi su una casa attraccata a un pontile. «Mi sono ritrovata a dover lasciare una stanza che condividevo con alcune colleghe universitarie – rivela – e casualmente ho dato uno sguardo a un sito che vendeva natanti di seconda o terza mano. Ero convinta che acquistare e poi vivere su una barca a vela fosse una cosa da ricchi e invece ho scoperto che è esattamente il contrario. Certo, devi avere la passione per il mare e rinunciare agli ampi spazi e ad alcuni comfort di un’abitazione tradizionale, ma i vantaggi, anche in termini di qualità della vita, sono tantissimi». Come lei la pensano Marcello (gestore di locali storici della movida cagliaritana), Carlo (attore professionista), Attilio (grafico), Anna (insegnante di Inglese) e Giorgia (iscritta al corso di laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche). Tutte persone che hanno scelto di prendere la residenza ufficiale su un pontile.

Risparmio Di sicuro, vivere su un’imbarcazione consente di risparmiare molti soldi. «Noi – spiega Massimiliano Montis, direttore dell’ormeggio Marina del sole – con 3.500 euro all’anno garantiamo il posto fisso per l’imbarcazione, acqua potabile, corrente elettrica, bagni, docce, ritiro rifiuti e una club house per i momenti di socializzazione. E forse è anche per questo che siamo al completo».

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