La Nuova Sardegna

Cagliari

Alta tensione

Detenuto a Uta aggredisce e ferisce un agente e un ispettore di sorveglianza

Detenuto a Uta aggredisce e ferisce un agente e un ispettore di sorveglianza

Nei primi cinque mesi del 2024 le aggressioni sono state 708, mentre gli atti di violenza e resistenza hanno raggiunto quota 3.362

26 maggio 2024
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Cagliari Resta alta la tensione nella Casa circondariale Uta di Cagliari, dove questa mattina, domenica 26 maggio, si è contato l’ennesimo grave episodio di violenza ai danni di poliziotti in servizio. A dare la notizia è Luca Fais, segretario del Sindacato autonomo polizia penitenziaria. «Ennesima aggressione nella casa circondariale di Cagliari Uta, che registra il più alto dato nell’isola dovuta alla presenza di detenuti che destabilizzano l’ordine e la sicurezza che continuano a permanere senza essere trasferiti. Nella prima mattinata odierna, un detenuto ubicato al Reparto Isolamento, con il pretesto di recarsi all’aria, ha inveito senza nessun motivo, aggredendo fisicamente prima l’agente addetto alla sezione e in seguito si è scagliato contro l’ispettore di sorveglianza. Lo stesso personale aggredito riusciva con professionalità e l’ausilio di altro personale a fermare la furia aggressiva del detenuto riconducendolo nella propria cella. Il personale aggredito è stato inviato con urgenza al pronto soccorso cittadino».

Fais non fa “sconti” all’amministrazione penitenziaria: «Ora attendiamo i dovuti provvedimenti che dovrebbero attuarsi in caso di aggressioni ovvero ciò che questa organizzazione sindacale rivendica ovvero il trasferimento dei detenuti, che a Uta sono ancora presenti e quotidianamente sono autori di diversi atteggiamenti aggressivi. Portiamo la nostra vicinanza al personale aggredito che ha dimostrato alta professionalità nonostante le difficoltà dell’evento occorso».

Per Donato Capece, segretario generale del SAPPE, evidenzia che «da tempo, come SAPPE, denunciamo che le carceri della Nazione: dal 2023 si sono registrati 1.760 casi di violenza e 8.164 atti di minaccia, ingiuria, oltraggio e resistenza. Nei primi cinque mesi del 2024, le aggressioni sono state 708, mentre gli atti di violenza e resistenza hanno raggiunto quota 3.362. Non si comprende la mancanza di provvedimenti risolutivi da parte dell’amministrazione regionale e nazionale. Il personale è ormai allo stremo ed ha perso ogni serenità lavorativa. L’amministrazione penitenziaria deve farsi carico del problema e attuare tutte le misure necessarie per far sì che il personale dell'Istituto possa svolgere il proprio turno lavorativo in sicurezza».

Per Capece, «servono regole ferree per ristabilire ordine e sicurezza nelle carceri, attuando davvero quella tolleranza zero verso i detenuti violenti che, anche in carcere, sono convinti di poter continuare a delinquere nella impunità assoluta! Qui serve, forte ed evidente, la presenza dello Stato, che non può tollerare questa diffusa impunità, e servono provvedimenti urgenti ed efficaci!», conclude Capece.

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