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Funerali

Incidente mortale a Muravera, folla commossa per l’ultimo saluto al 30enne Simone Pisu

di Gian Carlo Bulla
Incidente mortale a Muravera, folla commossa per l’ultimo saluto al 30enne Simone Pisu

La moto condotta dall’amico si è schiantata su un cartello stradale lungo la vecchia statale 125. Da anni faceva parte del comitato di giovani che organizza i festeggiamenti in onore di Santa Lucia e San Nicola

02 giugno 2024
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Muravera Grande commozione ieri a Muravera durante il funerale di Simone Pisu, l'operaio trentenne che ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedi nella vecchia statale 125, a poco meno di due chilometri dal centro abitato di Muravera. Il ragazzo viaggiava nel sellino posteriore di una Yamaha R 6, condotta da un suo amico quarantottenne, che dopo essersi schiantata su un cartello stradale è volata fuori strada. Diverse centinaia di persone, in prevalenza giovani, hanno gremito la chiesa Vergine di Nazaret - San Giovanni Paolo secondo che nonostante sia molto capiente non è stata in grado di contenerle tutte, per dare l'estremo saluto al giovane tragicamente scomparso e manifestare cordoglio e vicinanza alla madre Luciana e al fratello Cristian affranti dal dolore.

Simone Pisu da una decina di anni faceva parte in pianta stabile del comitato di giovani che organizza i festeggiamenti in onore di Santa Lucia e San Nicola, il patrono di Muravera. Era un giovane buono, alla mano, generoso, sempre disponibile e un grande lavoratore. Il rito funebre è stato concelebrato dal parroco padre Ignazio Pili e da don Emilio Manca, che per oltre quarant'anni ha guidato la parrocchia del paese del Sarrabus. «Simone è stato un dono del Signore che prematuramente ha chiamato a sè – ha sottolineato padre Ignazio nell'omelia -. Nel dolore dobbiamo sforzarci di capire il messaggio che il Signore tramite Simone ci ha inviato. Ricordo che tutte le volte che lo incontravo con l" accattivante sorriso tra le labbra mi diceva. Don, sappi che se hai bisogno io ci sono sempre».

Il feretro è stato portato a spalla in cimitero dagli “obreri” del comitato di Santa Lucia. 

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