La Nuova Sardegna

Cagliari

La denuncia

Aggressione in carcere a Uta, detenuto spacca il naso a un agente con una testata

di Luciano Onnis
Aggressione in carcere a Uta, detenuto spacca il naso a un agente con una testata

L’uomo, sassarese, è condannato all’ergastolo per omicidio. Michele Cireddu, Uil: «Ennesimo episodio di violenza». Giovanni Villa, Fns Cisl: «Istituzioni e Regione assenti»

06 giugno 2024
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Cagliari Nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 5 giugno, D.C.., detenuto sassarese, in carcere per omicidio e condannato all’ergastolo, ha aggredito fisicamente un agente di polizia penitenziaria. L’episodio è avvenuto quando l’agente è entrato all’interno della camera di pernottamento per la battitura delle inferriate. Il detenuto senza alcun motivo si è scagliato contro il poliziotto colpendolo con una testata che gli ha fratturato il setto nasale. Il detenuto, non nuovo a questi atti violenti, è arrivato nel carcere di Cagliari Uta trasferito dal quello di Sassari Bancali dove appunto aveva già iniziato ad accumulare altre condanne per aggressione nei confronti di agenti. L’uomo potrebbe avere dei problemi di salute mentale. 

Sul gravissimo episodio interviene il segretario generale della Uil Pa Polizia Penitenziaria Michele Cireddu. «Commentiamo l’ennesimo episodio di violenza nell’Istituto di Uta ed ancora una volta un Poliziotto è costretto ad abbandonare il servizio per recarsi al pronto soccorso con la divisa intrisa di sangue – dice il sindacalista -. Un quadro macabro e desolante che rispecchia l’attuale situazione in cui il personale è costretto a lavorare nel carcere di Uta. Le aggressioni, vili e vigliacche nei confronti degli agenti si stanno verificando con una frequenza preoccupante, siamo in piena emergenza ma i campanelli d’allarme sembrano non essere recepiti nelle stanze dei vertici dell’amministrazione penitenziaria». Poi Michele Cireddu «quali accorgimenti ha messo in atto l’amministrazione per fronteggiare questo dilagante fenomeno? Quali strumenti e mezzi ha messo a disposizione del personale per lavorare in sicurezza ed evitare danni fisici a causa delle aggressioni messe in atto da detenuti facinorosi e psichiatrici?».

Solidarietà all’agente ferito e a tutta la polizia penitenziaria arriva dal segretario generale regionale della Fns Cisl, Giovanni Villa. «La Fns Cisl è vicina al collega aggredito augurandogli una pronta guarigione. Denunciando l’ennesima aggressione nei confronti di un appartenente al Corpo di polizia penitenziaria non possiamo non sottolineare l’inerzia delle Istituzioni, a iniziare dall’assessorato regionale alla Sanità che non batte un colpo sulle innumerevoli richieste di incontro per affrontare concretamente questa grave problematica. Ribadiamo che è necessario attuare tutte quelle forme di contenimento necessarie affinché il detenuto psichiatrico non nuoccia a nessuno. L’amministrazione penitenziaria provveda a rinforzare la presenza di agenti almeno in quei servizi e/o archi temporali soggetti a contatti con detenuti aggressivi e mentalmente instabili fornendo gli stessi di strumenti idonei alla difesa. Il manuale operativo non rimanga solo scritto sulla carta ma venga attuato preventivamente in questi casi particolari». 

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