Escalaplano in festa per i cent’anni di Rosa Farci
La nonnina del paese ha messo al mondo sei figli e si è dedicata alla famiglia senza mai risparmiarsi. A farle gli auguri anche il primo cittadino Marco Lampis
Escalaplano Festa in famiglia ad Escalaplano, il paese che segna la linea di demarcazione tra il Gerrei, l’Ogliastra e il Sarcidano per il centesimo compleanno di Rosa Farci. La neo centenaria secondogenita dei sette figli di Gerolama Agus, casalinga, e Salvatore, pastore, è nata ad Escalaplano il 28 ottobre 1924, nell’attuale via Tuveri, nel rione di “Funtana ‘e Giossu”, di martedì, il giorno in cui la chiesa cattolica venerava San Simone. Rosa Farci è analfabeta. Non è potuta andare a scuola perché nell’età scolare, è stata costretta ad aiutare la madre, ammalata, deceduta prematuramente, e ad accudire I fratelli e le sorelle minori.
Dopo un lungo fidanzamento nel 1952 si è sposata con Egidio Boi, suo paesano, un autista che, tra l’altro, ha lavorato in miniera a Carbonia, e nella costruzione delle dighe di Gavoi e Orroli. Il matrimonio è stato celebrato ad Escalaplano nella chiesa parrocchiale di San Sebastiano. La neo centenaria ha messo al mondo sei figli, 5 maschi e una femmina, dei quali cinque sono ancora in vita: Efisio, Gerolama, Giovanni, Marco, Luigi. Il primogenito, Salvatore, è deceduto. Nonna Rosa si è dedicata senza mai risparmiarsi alla famiglia e al lavoro. Settimanalmente panificava col forno a legna e nei ritagli di tempo tesseva col telaio manuale e lavorava a maglia con i ferri. Ha accudito e assistito il padre e i suoceri. Da diversi anni non è autosufficiente perché purtroppo è stata colpita da un ictus che le ha limitato i movimenti. Attualmente vive con la figlia Gerolama e il genero Giovanni Laconi, in via Verdi nel rione di “Perdu Gatta”, che l’accudiscono amorevolmente insieme agli altri figli e alle nuore. La neo centenaria ha 12 nipoti e 8 pronipoti. «Per tutti noi escalaplanesi il centesimo compleanno di Rosa Farci – ha affermato il sindaco Marco Lampis, che è andato a renderle visita per esternarle gli auguri di tutta la comunità – è motivo di gioia e di orgoglio, nonché di speranza e buon auspicio, perché ci confermiamo una comunità longeva e, allo stesso tempo, una comunità che ha un buon tasso di natalità, come dimostrano le nascite degli ultimi anni».
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