La madre di Valentina Greco: «Mia figlia sta bene e presto ritornerà a casa»
La vicenda resta un mistero: spariti il computer e il telefono della donna
Sassari «Valentina sta bene, lo confermo. Presto verrà dimessa e torneremo insieme in Sardegna appena sarà possibile». Roberta Murru, madre dell’attivista 42enne di Cagliari scomparsa per 9 giorni in Tunisia e poi ritrovata sotto choc nel suo appartamento, è pronta a partire per Tunisi, dove riabbraccerà la figlia, attualmente ricoverata in ospedale. Il fratello, Alessio, è partito ieri mattina ma è rimasto bloccato a Malpensa da dove dovrebbe essere partito per Tunisi poco dopo l’una del mattino di oggi 21 luglio. La madre Roberta lo seguirà presto: «Appena mi rilasceranno il passaporto, ho l’appuntamento domani (oggi 21 luglio, ndr)». Poi, il volo per Tunisi dove conta di poter assistere la figlia, giù in odore di dimissioni: «Dobbiamo solo pagare il conto dell’ospedale, poi verrà dimessa. Le ho parlato anche questa mattina tramite il console italiano a Tunisi, perché lei è senza cellulare».
Un’ammissione che sembra confermare una delle indiscrezioni circolate subito dopo il ritrovamento dell’attivista sarda che, fino a ieri, non aveva con se il suo telefono, sparito insieme al pc. Roberta, però, non conferma e non smentisce nulla, nemmeno la storia che vorrebbe la figlia “prigioniera” di un armadio dopo una rovinosa caduta: «Mi è stata data questa versione ed è l’unica cosa che posso dire. La verità è che non ho altri elementi, magari scoprirò qualcosa in più quando sarò a Tunisi. Oggi posso riferire quello che mi è stato detto». Anche sull’interrogatorio a cui sarebbe stata sottoposta la figlia dalle autorità tunisine, interrotto ieri a causa delle condizioni di salute della paziente ma già riprogrammato per oggi, la madre non può aggiungere nulla: «Non ne so niente, questa cosa la sto sentendo adesso per la prima volta – ha risposto – ma in questa storia è già capitato che i giornalisti fossero più informati di noi».
Per Roberta Murru, d’altra parte, la cosa più importante è un’altra: la salute della figlia: «Sta facendo le ultime visite, si sta riprendendo e sta bene. Probabilmente sarebbe già a casa ma prima che possa essere dimessa è necessario che venga saldato il conto dell’ospedale. Il sistema sanitario tunisino non è gratuito e mio figlio pagherà appena arriverà a Tunisi». Poi, il ritorno in Sardegna: «Presto, appena possibile. L’ho già detto a mia figlia e lei è d’accordo. Le ho proposto un periodo di vacanza nella sua terra, a casa sua, in modo che possa rimettersi in forze e che possa anche approfondire alcuni aspetti clinici con i nostri medici di fiducia. Poi sarà lei a decidere cosa fare e come comportarsi, non è una bambina, anche se da madre non posso che sperare che rimanga da noi».
La distanza, per Roberta, è uno scoglio troppo grande: «Soprattutto quando si vive da soli, lontani da casa. Se mia figlia avesse avuto qualche amico in più sarei stata più tranquilla, probabilmente qualcuno avrebbe avuto il doppione delle chiavi di casa sua. Sarebbe stata più controllata». Anche l’avvocato della famiglia Greco, Gianfranco Piscitelli, ha confermato l’ordine delle priorità: «Stiamo facendo il possibile per riportare Valentina in Italia, adesso ci interessa solo la sua salute. È sotto choc e ha bisogno di supporto costante. A casa risolverebbe il problema della distanza ma le cure sarebbero anche meno onerose per la famiglia, perché in Tunisia la sanità è a pagamento. Poi Valentina ha sicuramente bisogno di un periodo di vacanza e di riposo, in cui sarà assista psicologicamente dai volontari dell’associazione Penelope. A proposito, in questa faccenda ha giocato un ruolo importante la segretaria nazionale Manuela Zuccagnoli, che ringrazio perché è lei che ha mantenuto i contatti con la ragazza». © RIPRODUZIONE RISERVATA