La Nuova Sardegna

Cagliari

Il processo

«Li ho trovati morti in casa, ho fatto degli errori. Ma non li ho uccisi»: parla l’uomo accusato del duplice omicidio dei genitori

di Luciano Onnis

	Da sinistra a destra: Claudio Gulisano, imputato, avvocato Luigi Sanna (difensore), l'avvocato Gianluca Aste (parte civile) - foto di Mario Rosas
Da sinistra a destra: Claudio Gulisano, imputato, avvocato Luigi Sanna (difensore), l'avvocato Gianluca Aste (parte civile) - foto di Mario Rosas

In Corte d’Assise le dichiarazioni spontanee di Claudio Gulisano. Chi erano le vittime

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Cagliari «Non ho ucciso i miei genitori, è vero ho fatto molti sbagli dopo che li ho trovati morti in casa e di questi mi pento», cosí Claudio Gulisano con le sue dichiarazioni spontanee al termine della  prima udienza del processo in Corte d’Assise che lo vede imputato, di aver ucciso per motivi economici  il 4 dicembre 2024 i genitori Luigi Gulisano, 79 anni, e la madre Marisa Dessí, 82, all’interno dell’appartamento della coppia in via Ghibli a Cagliari. Udienza tecnica preliminare quella di questa mattina 4 marzo  in tribunale a Cagliari nel processo per il giallo di via Ghibli con l’acquisizione degli atti e produzione, che non c’è stata, di nuova documentazione.

Prima udienza

In definitiva, davanti al giudice si è presentato anche l’imputato Claudio Gulisano, 45 anni, accusato di aver ucciso i genitori Luigi Gulisano e Marisa Dessí, di 79 e 82 anni, il 4 dicembre 2024 nel loro appartamento, secondo l’ipotesi di reato per motivi economici. Oggi  4 marzo prima udienza in Corte d’Assise, presieduta dal giudice Giovanni Massidda, a latere Roberto Cau, riservata alle schermaglie processuali di inizio processo fra il pubblico ministero Rossana Allieri, l’avvocato Luigi Sanna difensore dell’imputato, e l’avvocato di parte civile Gianluca Aste che tutela gli interessi dell’altro figlio delle vittime e fratello dell’indagato (da un anno in carcere a Uta), Davide Gulisano, e di fratelli e sorelle dei coniugi uccisi.

Mentre l'avvocato Aste si è associato in misura pressoché totale alla linea procedurale  del pubblico ministero, l’avvocato Sanna ha chiesto che vengano ritenute non le tesi formulate dalla perita del tribunale, il medico legale Rita Celli, che avrebbe  svolto un ruolo non consono al suo mandato andando a interrogare  personalmente alcuni testimoni. Ipotesi respinta dal pubblico ministero e dalla parte civile e ritenuta non ammissibile dal presidente della Corte, che l’ha infatti rigettata, invitando la difesa a produrre eventualmente documentazione valida a sostegno della propria richiesta. Prossima udienza il 25 marzo per l’audizione dei testimoni, poi il 15 aprile e il 13 maggio. 

Primo Piano
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