Omicidio Francesca Deidda, si apre il processo d’Appello: Sollai punta allo sconto di pena
Al posto del pm Cocco il procuratore generale Luigi Patronaggio
Cagliari Già condannato in primo grado alla pena dell’ergastolo e un anno di isolamento diurno, per Igor Sollai, reo confesso dell’uccisione della moglie Francesca Deidda e detenuto nel carcere di Uta, rimane solo la speranza che nel processo d’appello, che si è aperto questa mattina 20 marzo nel tribunale di Cagliari, presidente il giudice Giovanni Lavena, gli venga ridotta la pena. Assente il pubblico ministero Marco Cocco, a prendere il suo posto, con sorpresa generale, il procuratore generale Luigi Patronaggio. Ignote le motivazioni. La strategia processuale dei suoi avvocati, Carlo Demontis e Laura Pirarba, è quello di evitare al loro assistito l’aggravante della premeditazione, della crudeltà, della ferocia con la reiterazione dei colpi di martello inferti (almeno otto), tutti riconosciuti dalla Corte d’Assise il 2 luglio scorso.
Un impegno, quello dei difensori, che appare decisamente in salita davanti alle inconfutabili argomentazioni e prove portate in primo grado dal pubblico ministero Marco Cocco, titolare delle indagini effettuate dai carabinieri del nucleo investigativo della Compagnia di Iglesias e del comando provinciale di Cagliari.
Prove che hanno determinato una sentenza pesantissima da parte della giuria in primo grado, accolta con soddisfazione dal pm Marco Cocco e dall’avvocato di parte civile (il fratello della vittima, Andrea Deidda) Gianfranco Piscitelli e dei colleghi Roberto Pusceddu, Elisabetta Magrini e Pamela Piras che gli zii materni. Igor Sollai anche stavolta – come nelle precedenti udienze – si è presentato regolarmente in aula, scortato dagli agenti di polizia penitenziaria. L’udienza è stata aperta dalla requisitoria del procuratore Patronaggio che ha ripercorso l’intera vicenda come riportata nella sentenza del primo grado. Dalla denuncia del fratello Andrea di scomparsa della sorella, alle testimonianze delle colleghe di Francesca, alla acquisizione di prove a carico del sospettato marito della donna di cui non si aveva traccia dal 10 maggio. Fino all’arresto di Igor Sollai e alla sua confessione in carcere, il 22 novembre 2024.
