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Vive in camper con la sua cagnetta, lavora da remoto e racconta la bellezza della Sardegna. Franca Piga: «La mia scelta di libertà dopo il Covid»

di Serena Lullia
Vive in camper con la sua cagnetta, lavora da remoto e racconta la bellezza della Sardegna. Franca Piga: «La mia scelta di libertà dopo il Covid»

La 41enne, ex consigliera comunale di Samatzai, ha un profilo Instagram con 26.500 follower

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Sassari Il suo indirizzo è dove decide di fermarsi la sera. La sua casa a quattro ruote ha un panorama che cambia ogni giorno e che ha i colori della libertà. Dal 2023 Franca Piga, 41 anni, vive e lavora da remoto per un’azienda di customer care in van, con la sua fedele compagna trovatella PillyPolly, “la Queen”. Ex consigliera comunale a Samatzai, suo paese d’origine, anni di lavoro nella ristorazione, matura il cambio di vita durante il Covid. In quel tempo sospeso, tra restrizioni e giornate chiusa in casa, Franca capisce che vuole riprendersi la libertà di muoversi, di vedere luoghi diversi, di esplorare la Sardegna. Per un anno lavora mattina e sera, sta a casa dei genitori, congela le uscite per risparmiare e riesce a comprare un van, un furgone camperizzato che è una casa in miniatura: cucina, divanetto, bagno, acqua, luce, telecamere. Nome di battaglia Sceriffo. Inizia così la sua nuova vita e con lei anche le avventure di Pilly Polly su Instagram, profilo da quasi 30mila follower. Un bagno di vita e libertà destinato a subire una battuta d’arresto nei prossimi mesi.

Dal 2023 vive in van. Come le è venuto in mente?

«Per diversi anni ho lavorato nella ristorazione, poi è arrivato il Covid e come milioni di italiani mi sono ritrovata chiusa a casa. Ho sofferto tantissimo le restrizioni, l’impossibilità di andare al mare. Già prima di Sceriffo, appena potevo, prendevo l’auto e andavo a vedere posti nuovi in Sardegna. Al lavoro mi avevano proposto anche un contratto a tempo indeterminato, ma sentivo che non era ciò che volevo. Quindi ho pensato: cerco qualcosa da fare da remoto e prendo un camper. E così ho fatto. Oggi sono quella che voglio essere».

I suoi genitori come l’hanno presa?

«All’inizio hanno pensato che fosse una di quelle cose dette così. Poi hanno capito che stavo facendo seriamente. Io, poi, faccio di tutto per farli stare tranquilli: li chiamo al telefono tante volte al giorno, sanno sempre dove mi trovo, vado a trovarli una volta al mese. Ora hanno capito il perché della mia scelta e ne sono felici. In passato ho sofferto di attacchi di panico, sono stata davvero male. Forse anche questo mi ha dato la forza di pensare a me stessa e fare delle scelte che mi facessero stare bene».

Come sono le sue giornate?

«Semplici ma piene di emozioni diverse. Quando apro il portellone il mattino, vedo l’alba se mi sveglio presto, quest’anno molte volte la pioggia, ma anche la neve. Comunque sia, vedo sempre qualcosa di bello e mi godo il silenzio. In questi due anni e mezzo la maggior parte delle volte ho scelto di risvegliarmi davanti al mare, nella penisola del Sinis, la zona che più ho nel cuore. Le albe e i tramonti più belli li ho visti lì. Poi, colazione, una passeggiata con la Queen e lavoro, faccio il mio turno in cuffia di sei ore per una agenzia di customer care. Per scelta non ho la Tv».

Non ha mai paura?

«Assolutamente no. Per la notte scelgo sempre posti lontano dalle aree urbane, mi sento più sicura. Di giorno faccio dei sopralluoghi, studio bene il territorio, sento se ci sono vibrazioni positive. In ogni caso Sceriffo ha le telecamere, ma in questi anni non ho mai avuto problemi».

Non sente la solitudine?

«Come prima cosa non sono sola, perché siamo io e PillyPolly, la mia cagnetta trovatella che condivide con me questa vita. Lei è dolcissima e davvero brava. E in ogni caso no, non soffro di solitudine. Sono cresciuta in Piemonte, allora mio padre era uno statale e lavorava lì. All’epoca i sardi erano considerati terroni e i rapporti con la gente del posto erano inesistenti. Dopo la scuola frequentavo figli di sardi e nulla di più. Non sono mai stata invitata a una festa di compleanno. Ho imparato a stare sola e posso dire che sto anche bene. Poi ho amici che mi vengono a trovare, camperisti del resto dell’isola e della penisola con cui ci incontriamo e condividiamo bellissime ore insieme»

La sua vita in van è anche diventata un profilo Instagram da quasi 30mila follower, le avventure di PillyPolly, il nome della sua cagnetta.

«All’inizio ho cominciato a pubblicare dei video per far vedere come fosse possibile vivere con il proprio cane e portarselo più o meno ovunque senza sacrifici. Ho un grande amore per gli animali da sempre, ho adottato e salvato tanti cani dalla strada, sono stata una volontaria e ho a cuore il tema del randagismo. Poi ho pensato di mostrare i posti fantastici che scopro nella nostra isola e trasmettere bellezza, leggerezza e spensieratezza. Ogni giorno siamo bombardati da notizie tristi e tragiche. Io però voglio che la mia pagina sia una valvola di sfogo, scaccia-tristezza. Ciò non significa che io non abbia pensieri o preoccupazioni, ma ho imparato a rialzarmi. Mi piace raccontare quanto siamo fortunati a vivere in Sardegna: posti straordinari, natura, mare, montagna e ancora tradizioni, bontà enogastronomiche incredibili. E ho visto solo una piccolissima parte di questo patrimonio». 

 A proposito di preoccupazioni, nelle ultime settimane, lei ne ha avuta una di un certo peso.

«Sì, la mia cagnetta è stata molto male, ho avuto paura di perderla. Devo ringraziare tutti coloro che in queste settimane si stanno occupando di PillyPolly con professionalità e amore, in particolar modo le dottoresse Federica Biggio ed Elsa Murgia della clinica La Fenice: sono state straordinarie, salvandole letteralmente la vita. Ma adesso andiamo incontro all’estate e la Queen, anche se ora si sta riprendendo, non può affrontare la vita in van. Lei è la mia compagna di viaggio e di vita e devo pensare a lei, la devo curare con serenità. Per questo ho deciso di mettere in vendita Sceriffo e fermarci per questa estate. Ma torneremo, ovvio che torneremo. Magari su un semintegrale».

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