La Nuova Sardegna

Cagliari

Il processo in Corte d’Assise

Duplice omicidio dei genitori, in aula il fratello dell’imputato: «Si era indebitato, aveva fatto fallire il market di famiglia»

Duplice omicidio dei genitori, in aula il fratello dell’imputato: «Si era indebitato, aveva fatto fallire il market di famiglia»

Il delitto in via Ghibli: Davide Gulisano ha parlato dei problemi economici di Claudio

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Cagliari  Davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Cagliari, presieduta da Giovanni Massidda (a latere Roberto Cau) è cominciata  oggi 25 marzo la prima fase di interrogatorio dei testimoni del processo per il duplice omicidio dei coniugi Luigi Gulisano (79 anni) e della moglie Marisa Dessì (82) avvenuto  il 4 dicembre 2024 all’interno del loro appartamento in via Ghibli a Cagliari. Per il reato, accusato appunto di duplice omicidio volontario per scopi economici, il figlio minore della coppia, Claudio Gulisano, 45 anni, da un anno in carcere a Uta. Il fratello minore, Davide, si è costituito parte civile, così come fratelli e sorelle delle vittime, tutti tutelati dall’avvocato Gianluca Aste, mentre a difendere l'imputato è l’avvocato Luigi Sanna.

Il primo a essere sentito dalla Corte, interrogato dal pubblico ministero Rossana Allieri è stato Davide Gulisano, che ha ripercorso la vita familiare e i suoi apporti con genitori e fratello Claudio. Famiglia benestante con proprietà di immobili, ma Claudio ha sempre dimostrato fin da piccolo poca affidabilità, prima con poca propensione agli studi e poi per il lavoro. Ha parlato poi dei problemi economici sorti fra Claudio e i genitori, con il padre che gli aveva aperto un market e che lui ha fatto fallire perché di fatto non se ne è mai occupato più di tanto. Giorni dopo la morte di genitori, Claudio gli ha accennato a un bonifico di 15mila euro che gli aveva fatto fare per far fronte ai suoi debiti di 25mila euro.

L'interrogatorio si è poi addentrato nella fase relativa al duplice omicidio, dal  momento in cui, il pomeriggio del 5 dicembre intono alle 17,45, uno zio gli ha detto di correre a casa che era successo qualcosa di grave ai suoi. Si è precipitato in via Ghibli e si è trovato di fronte alla tragedia compiuta, con l’appartamento interdetto all’accesso dai carabinieri. L’udienza prosegue con l’audizione degli altri testi (cinque) e infine dei carabinieri della stazione di San Bartolomeo  e del Ris. Prossima udienza per sentire altri testimoni il 15 aprile prossimo. (Luciano Onnis)

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