La Nuova Sardegna

Cagliari

Il delitto

Omicidio Mocci, l’avvocato della famiglia di Leonardo: «Era un ragazzo per bene, con la droga non ha mai avuto a che fare»

di Luciano Onnis
Omicidio Mocci, l’avvocato della famiglia di Leonardo: «Era un ragazzo per bene, con la droga non ha mai avuto a che fare»

Fabio Basile: «Lo si sta facendo passare per quello che non era»

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Cagliari «Il ragazzo non ha mai avuto a che fare con attività illecite, Leonardo era sicuramente estraneo a quel giro in cui lo si sta facendo rientrare con indiscrezioni incontrollate»: l’avvocato Fabio Basile, che cura gli interessi della famiglia di Leonardo Mocci, il giovane di Villacidro ucciso a Monserrato in circostanze ancora del tutto misteriose, ne è certo ed è sicuro che emergerà tutta la verità sulla posizione del ragazzo. «Qui si sta dimenticando che la vittima è lui – aggiunge l’avvocato Basile -. È lui che è stato ucciso in un momento e in una età in cui non doveva morire. Lo si sta facendo passare per quello che non era».

Proprio nel giorno del funerale di Leonardo, la famiglia è ancor più addolorata per per le voci che stanno circolando sul ragazzo, che fosse cioè coinvolto in fatti di droga e che sia stato ucciso in questo contesto. «La famiglia Mocci e per primo Leonardo – prosegue l’avvocato Basile – sono molto conosciuti in tutta Villacidro come persone integerrime, oneste e rispettate. Grandi lavoratori, non c’è mai stata un’ombra su di loro. Il fatto che il sindaco abbia indetto il lutto cittadino per il giorno del funerale la dice tutta sul rispetto e la stima che c’è da parte della comunità di Villacidro per tutta la famiglia Mocci. Leonardo era un bravissimo ragazzo, amante dello sport. Altro che droga. Il padre, la madre e i fratelli non avranno pace, se mai potranno averla dopo questa tragedia, finché i responsabili dell’uccisione del ragazzo non saranno assicurati alla Giustizia».

Sul fronte delle indagini, neppure l’avvocato Basile e i familiari della vittima sanno qualcosa. «Siamo all’oscuro di tutto o quasi – ammette il legale della famiglia Mocci -, abbiamo fiducia negli inquirenti. Ma non sappiamo niente sullo stato delle indagini».

Indagini che ancora non raggiungono la svolta decisiva. Le voci si continuano a rincorrere per quanto dalla caserma del comando provinciale dei carabinieri continua il silenzio assoluto. Il quadro sull’omicidio ha contorni ben delineati e particolari comunque trapelati. Le ipotesi iniziali si vanno consolidando e in linea sommaria si sa come sarebbero andati i fatti. Leonardo Mocci avrebbe fatto un favore a un amico di Serramanna privo di auto di accompagnarlo a Monserrato, dove mercoledì a tarda sera doveva incontrare delle persone per concludere un affare. Ma non sarebbe stato informato di che si trattasse.

Arrivati in piazza Settimio Severo, a Monserrato, con la Panda bianca di Leonardo, l’amico sarebbe sceso dalla macchina per andare incontro alle persone che lo aspettavano, in tre e con cappucci di felpa abbassati parzialmente sul volto tanto da non poter essere riconosciuti. Solo qualche parola e la situazione è precipitata. L’amico di Leonardo sarebbe stato malmenato e rapinato dei soldi che aveva con sé per concludere l’affare, si parla di una partita di hascisc, per un valore di qualche migliaio di euro. Quando ha visto l’amico in difficoltà, Leonardo sarebbe sceso dall’auto per difenderlo ma uno dei tre aggressori gli avrebbe sparato da circa un metro un colpo di pistola di grosso calibro al petto e al cuore, uccidendolo in pochi secondi.

Gli sconosciuti si sarebbero poi allontanati di corsa, dirigendosi verso via Decimo Mure per poi scomparire del tutto. Voci trapelate dalle sedi investigative, indicherebbero l’esistenza di una banda di rapinatori che negli ultimi tempi starebbe adottando una tecnica comune: contrattare la vendita di una partita di stupefacenti non in loro possesso, ma quando l’acquirente si presenta per concludere l’affare viene picchiato e rapinato dei soldi. Si guarderebbe poi bene di andare a denunciare il fatto sapendo di avere anche lui compiuto un atto illecito. Ma sono tutte ipotesi e supposizioni alimentate da quel poco che trapela sul fronte delle indagini, ancora in attesa della svolta decisiva.

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