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Choc a Olbia, chiedeva alla compagna minorenne di fare sesso con sconosciuti promettendole soldi e cocaina: cosa sappiamo

Choc a Olbia, chiedeva alla compagna minorenne di fare sesso con sconosciuti promettendole soldi e cocaina: cosa sappiamo

L’uomo è accusato di induzione alla prostituzione, atti persecutori e lesioni

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Olbia Le chiedeva di prostituirsi, di avere rapporti sessuali con sconosciuti, in particolare anziani, e lui in cambio le prometteva soldi o cocaina. I due avevano una relazione, lei era ancora minorenne. Nonostante le sue richieste fossero continue e pressanti, lei sarebbe riuscita sempre a opporsi. Ma a ogni no, erano schiaffi, calci e pugni. Lui, 39 anni, nato nella Repubblica Domenicana, e residente in città (dove gestiva un night club) era stato arrestato dalla squadra anticrimine del commissariato di Olbia.  Attualmente si trova agli arresti domiciliari. Lei nel frattempo è diventata maggiorenne. Nonostante le gravissime accuse da cui l’uomo deve difendersi, la giovane, però, non si è mai presentata all’incidente probatorio. I fatti contestati risalgono all’estate scorsa e sarebbero accaduti in città. Chiuse le indagini, ora nei confronti del 39enne è stato disposto il decreto di giudizio immediato, così come chiesto dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Cagliari, Ginevra Grilletti, e il prossimo 26 giugno si aprirà il processo nel capoluogo, davanti al tribunale in composizione collegiale.

L’imputato, difeso dall’avvocato Antonello Desini, è accusato di induzione alla prostituzione, atti persecutori, lesioni personali, percosse e cessione di stupefacenti alla minore. Un elenco lungo e pesantissimo di accuse. Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo, spesso in stato di alterazione dovuto all’assunzione di alcol e cocaina, avrebbe minacciato e molestato per mesi la minorenne, con la quale, aveva una relazione sentimentale. Accecato dalla gelosia pretendeva che lei facesse le videochiamate per verificare cosa stesse facendo. La insultava, la offendeva, la minacciava di morte. «Ti faccio sparire, ti rovino...», le urlava. Per controllarla, si appostava vicino alla sua abitazione. E questo sarebbe avvenuto anche dopo la fine della loro relazione. In più circostanze, nel corso dei mesi durante i quali si erano frequentati, secondo il capo d’accusa, sarebbe stata picchiata: colpita con calci, pugni, schiaffi e tirate di capelli, provocandole lesioni personali (non certificate).

Tra gli episodi contenuti nel capo d’imputazione, quello in cui l’uomo le avrebbe spaccato una bottiglia di vetro in testa, colpendola, poi, col fondo della bottiglia. Ad aggravare ulteriormente l’impianto accusatorio, le proposte dell’uomo che le avrebbe chiesto in alcune occasioni di compiere atti sessuali con sconosciuti, soprattutto uomini anziani. «Atti diretti in modo non equivoco ad indurre la minore alla prostituzione», dice il pubblico ministero. L’uomo diceva che, in cambio, le avrebbe dato soldi o droga. Ma non sarebbe riuscito nel suo intento per il fermo rifiuto della ragazzina, nonostante questo significasse per lei essere minacciata e picchiata. (t.s.) 

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