Cagliari, polemica per il festival Ateneika. I residenti attaccano: «Non rispetta la nostra quiete»
Il comitato contro il rettore Mola e il sindaco Zedda: «La nostra salute sacrificata per avere consenso»
Cagliari Per dirlo con Ditonellapiaga, il grido dei residenti del centro di Cagliari è uno: «Che fastidio!». È fine maggio, le lezioni sono terminate ed è periodo di Ateneika, il festival universitario che quest’anno, tra gli artisti invitati, ha come protagonisti EroCaddeo e Ditonellapiaga. Ma torna il braccio di ferro tra giovani festosi e colorati e abitanti della zona che non vogliono sentire le vibrazioni delle casse fin dentro casa e sono partiti all’attacco: «Il rispetto della quiete pubblica e la tutela della salute non sono merce di scambio».
Ce l’hanno in prima battuta con il rettore dell’università di Cagliari che in coda agli entusiasmi della presentazione di Ateneika aveva fatto riferimento a «pannelli fonoassorbenti» che quest’anno sono stati «raddoppiati» e a chiusure programmate. Sui disagi alla viabilità aveva fatto spallucce, spiegando in soldoni che era il prezzo da pagare per permettere lo svolgimento di un grande evento.
Il comitato cittadino “Rumore no, grazie Cus” nato ad hoc non è della stessa opinione ed «esprime profonda indignazione e sconcerto dinanzi alle dichiarazioni del rettore dell’università di Cagliari, Francesco Mola, secondo cui il collasso della vivibilità di un intero quartiere per dieci giorni sarebbe “un po’ il prezzo da pagare per un evento importante” – si legge in una lettera firmata dal presidente del comitato, Luigi Tolve –. Il comitato risponde con fermezza: il rispetto della normativa vigente, la quiete pubblica e la tutela della salute non sono merce di scambio. La salute dei residenti tra cui anziani, malati e ragazzi con gravi fragilità dello spettro autistico non può essere sacrificata in nome del populismo e del facile consenso degli studenti».
In più allega un breve elenco di punti, dove si rivolge anche al sindaco Massimo Zedda e al presidente del Cus, Marco Meloni. «I rilievi fonometrici ufficiali effettuati dall’Arpas nelle precedenti edizioni hanno già certificato il superamento dei limiti di decibel stabiliti dalla legge». Perciò non ritengono sufficiente l’orario della musica fino alle 23 con deroghe del sindaco per il fine settimana.
Ateneika intende trasformare Is Mirrionis in quartier generale della musica. I residenti vogliono il quartiere del silenzio. Va tutelato, sostengono, «il diritto al riposo e alla salute» che è «costituzionalmente garantito e non può essere annullato in nome del divertimento a tutti i costi e provvedimenti amministrativi di comodo».
Oltre a trovare poco consono che il centro sportivo universitario venga preso d’assalto da un evento «commerciale», i membri del comitato “Rumore no, grazie Cus” criticano: «Chiasso, schiamazzi e mala movida: le competizioni atletiche si convertono, nelle ore notturne, in un contesto che si traduce in un pessimo esempio di mala movida. Il risultato oggettivo per un quartiere densamente abitato è una drammatica escalation di chiasso e schiamazzi che si protraggono fino a notte fonda».
Ateneika sul suo sito ha un altro elenco, dieci comandamenti che vanno da «scopri nuovi sound» a «vivi ogni giorno al massimo» fino a «sopravvivi con poco sonno e tanta energia» ma anche «divertiti senza limiti». Roba che agli abitanti in cerca di pace dei sensi fa accapponare la pelle. Il comitato, dopo lo sfogo, propone una «soluzione a portata di mano». Competizioni al Cus e concerti «alla Fiera Campionaria. Viale Diaz è un sito idoneo, dotato di ampi parcheggi e spazi adeguati, capace di garantire il divertimento di tutti senza violare i diritti di chi abita a Sa Duchessa e zone limitrofe». Ma non quest’anno. Da domani al 6 giugno tappi nelle orecchie.
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