La Nuova Sardegna

Cagliari

Sicurezza

Manca il documento di valutazione dei rischi, chiuso un noto locale


	L'intervento dei carabinieri
L'intervento dei carabinieri

Controllo dei carabinieri e del Nucleo Ispettorato del lavoro: multa da 5mila euro

2 MINUTI DI LETTURA





Quartu Sant’Elena La stagione estiva sul litorale di Quartu si apre con un duro colpo per la movida costiera. I carabinieri della Stazione temporanea di Flumini, in un'operazione congiunta con il personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cagliari, hanno disposto la chiusura immediata e la sospensione temporanea dell'attività di un noto locale della zona. Durante un’ispezione mirata alla verifica del rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, i militari hanno riscontrato una gravissima inadempienza: la totale assenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Per l'amministratore della società, oltre al blocco forzato delle serrande, è scattata la segnalazione all'autorità giudiziaria e un conto salatissimo di oltre 5.000 euro tra sanzioni e ammende. Il locale potrà riaprire al pubblico solo dopo aver regolarizzato la propria posizione. Si tratta infatti del secondo provvedimento di sospensione sulla stessa fascia costiera in meno di due settimane: all'inizio di giugno, un altro esercizio era stato sigillato a causa della presenza di due lavoratori "in nero", rimediando una maxisanzione da oltre 10.000 euro. Con l'arrivo del picco stagionale, i controlli congiunti tra carabinieri e Ispettorato si stanno intensificando, mettendo sotto la lente d'ingrandimento non solo i contratti, ma l'intero impianto della sicurezza aziendale. Il Documento di valutazione dei rischi è obbligatorio per qualsiasi azienda con almeno un dipendente e rappresenta la mappatura scientifica di tutti i rischi presenti nella struttura. Secondo gli esperti di TCertifico (tcertifico.it), azienda cagliaritana leader e specializzata nella consulenza sulla sicurezza sul lavoro. «Il vero problema è che il DVR viene ancora percepito da molti titolari come un mero adempimento burocratico, una scartoffia da sistemare prima o poi — spiegano gli esperti di TCertifico —. Questi episodi di cronaca dimostrano l'esatto contrario: è in assoluto il primo documento che gli ispettori chiedono appena varcano la soglia di un'attività. La sua totale assenza è considerata una violazione talmente grave da non lasciare alcun margine di discussione o tolleranza, facendo scattare la sospensione immediata». Un danno economico che, specie per i locali stagionali che realizzano il fatturato in pochi mesi, rischia di essere fatale. «Il paradosso — continuano i professionisti di TCertifico — è che redigere un DVR a norma di legge costa solo una minima frazione rispetto a quanto viene a costare una sospensione in piena stagione estiva. Tra le sanzioni amministrative, i giorni di incasso perduti e il personale che deve essere comunque pagato pur restando fermo, il conto economico per il titolare diventa rapidamente insostenibile. Muoversi in anticipo e scegliere la regolarizzazione preventiva è sempre la decisione economicamente più razionale, oltre che l'unico atto corretto e dovuto verso la tutela dei propri lavoratori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La tragedia

Dramma a Ollolai, muore una neonata di tre mesi – Cosa sappiamo

Le nostre iniziative