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Il compleanno

I 102 anni di tzia Munica, circondata dall’affetto di quattro generazioni

I 102 anni di tzia Munica, circondata dall’affetto di quattro generazioni

L’ultracentenaria è nata a San Basilio, primogenita di Mariannica Mascia

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San Basilio Raimonda Schirru, tzia Mundica, ha festeggiato il centoduesimo compleanno circondata dall'affetto dei suoi numerosi familiari: 9 figli, 4 nuore, 3 generi, 23 nipoti, 15 pronipoti e 2 trisnipoti, Thomas e Gabriel, gli ultimi arrivati (quarta generazione). L'ultracentenaria, primogenita dei 10 figli di Mariannica Mascia, casalinga, e Luigi, pastore, è nata a San Basilio il 13 agosto 1924 in una modesta abitazione della via Solomardi che ha preso il nome da uno dei quattro antichi quartieri storici di San Basilio, il paese che segna la linea di confine tra il Gerrei e la Trexenta.

Tzia Mundica, nonostante abbia frequentato solo le prime tre classi della scuola elementare, ha imparato abbastanza bene a leggere, scrivere e fare di conto. Dall'età della prima adolescenza ha aiutato la madre nelle faccende domestiche e, essendo la più grande, ha badato ai nove fratelli. Per incrementare le modeste entrate familiari ha fatto la bracciante agricola e, nel periodo estivo, è andata a spigolare, a raccogliere le spighe di grano rimaste nei campi dopo la mietitura. L'ultracentenaria si è sposata nell'autunno del 1945, alcune settimane dopo aver compiuto i 21 anni, la maggiore età di allora, con Giuseppe Arba, suo compaesano, pastore, a San Basilio, nella chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo.

Tzia Mundica ha messo al mondo 10 figli, 7 maschi e 3 femmine, 9 dei quali sono ancora in vita: Maria Elena, Salvatore, Antonino, Caterina, Pietrina, Ignazio, Andrea, Riccardo, Vittorino. Nonna Raimonda ha dedicato la lunga vita interamente alla famiglia, della quale è stata colonna portante, e al lavoro. Con amore e dedizione ha guidato e protetto i suoi figli adoperandosi in maniera instancabile per non far mancare loro l'indispensabile.

Ha gestito con oculatezza le poche risorse finanziarie, ha lavato il bucato nei rii d'acqua locali, ha impiantato e coltivato con passione l'orto ottenendo sempre un ricco raccolto di verdure e legumi sufficiente a soddisfare le esigenze della numerosa famiglia, ha allevato e curato con buon successo animali da cortile come conigli, polli e galline e il maiale, inoltre, settimanalmente ha panificato in casa, ha, poi, curato il vigneto, svolgendo tutte le attività, dalla potatura alla vendemmia, ha gestito la vendita dei prodotti derivati dall'allevamento ovino, ha provveduto a fare l'acquisto dei concimi e dei foraggi ed è saltuariamente riuscita anche a trovare il tempo per tessere col telaio manuale. Tzia Mundica, rimasta vedova nel 2024, ha una memoria vivace e le piace conversare e raccontarsi.

Vive in via San Sebastiano con i figli Salvatore, secondogenito, e Antonino, terzogenito, entrambi celibi. Tutto sommato gode di buona salute. È, però, claudicante. Non si è ancora del tutto ripresa, nonostante l'operazione, dalla frattura del femore subita lo scorso anno. Se le chiedi qual è il segreto della longevità, ti risponde senza esitazione: «Non esiste alcuna pozione magica capace di garantire la longevità. Io ho sempre mangiato di tutto ma con moderazione. Mi sono prevalentemente nutrita con prodotti genuini a Km 0 e ai pasti ho bevuto mezzo bicchiere di vino rosso che fa buon sangue». (Gian Carlo Bulla)

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