Sicurezza: «Nel Cas e nell’hotspot per migranti serve l’Esercito» – L’interrogazione parlamentare
La richiesta fatta dalla senatrice M5s Sabrina Licheri dopo la denuncia del sindacato Anip
Monastir Serve l’Esercito per garantire la sicurezza nel Cas e nell’hotspot per i migranti. È una delle richieste contenute nell’interrogazione parlamentare a risposta scritta al ministro dell’Interno sulla situazione esplodente all’interno del Centro di accoglienza straordinaria e hotspot di Monastir. L’ha presentata la senatrice Sabrina Licheri, del Movimento Cinque Stelle, facendo seguito alla denuncia pubblica del segretario nazionale del sindacato autonomo di polizia Anip Flavio Tuzi che la settima scorsa aveva effettuato una visita autorizzata da prefettura e questura all’interno della struttura Cas di Monastir. Con lui c’erano anche - non ammessi però all’interno – alcuni esponenti territoriali del M5S. Il quadro dipinto dal sindacalista al termine della visita ispettiva è stato di una gravità assoluta in termini di condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza.
Adesso l’azione di denuncia, documentazione e pressing istituzionale portata avanti con determinazione dall’Anip Italia Sicura ha ottenuto un riscontro politico cruciale. «A seguito della nota della nostra segreteria provinciale del 21 e dei recenti sopralluoghi sul campo – informa il segretario provinciale del sindacato, Alessandro De Filippi -, la senatrice sarda Sabrina Licheri, ha depositato un atto politico che recepisce e cristallizza integralmente le battaglie del nostro sindacato: il grave sovraffollamento (circa 800 presenze a fronte di una capienza di 300), la mancata separazione fisica tra Cas e Hotspot, la disfunzione dei moduli di fotosegnalamento, l'uso improprio e la frammentazione delle squadre del Reparto mobile della polizia di Stato in compiti di vigilanza statica, fino alla richiesta formale di impiegare l’Esercito (Operazione "Strade Sicure") per la vigilanza perimetrale esterna». Poi ancora: «Accogliamo questo primo successo politico con la consapevolezza che sul campo l'emergenza quotidiana rimane drammatica e richiede interventi immediati – dice De Filippi -. Mentre per la generalità dei lavoratori si approvano leggi per sospendere le attività nelle ore di caldo estremo, ai poliziotti in servizio a Monastir non viene garantito nemmeno il diritto fondamentale all'ombra: i colleghi sono costretti a piantonamenti di ore sotto il sole cocente, privi di qualsiasi struttura o copertura di riparo. A questo si aggiunge un piazzale saturo di polvere che gli operatori sono costretti a respirare per interi turni e che necessita di una bonifica e pulizia immediata».
Secondo l’Anip, si è arrivati a “un punto di non ritorno”. «Gli ultimi gravissimi episodi – dagli accoltellamenti tra gli ospiti, all'accesso incontrollato in infermeria, fino al lancio di grosse pietre ad altezza uomo che hanno sfiorato i colleghi al momento del cambio turno – dimostrano che la sicurezza è completamente fuori controllo – aggiunge il segretario provinciale -. Siamo arrivati al punto di non ritorno e la sensazione angosciante è che sia stato quasi messo in conto il morto. Lo chiediamo con fermezza dalla base, dagli organi di stampa e dai microfoni delle radio: cosa stanno aspettando le Istituzioni per agire? Aspettano la rivolta della popolazione locale esasperata? Aspettano che un collega venga ferito in modo irreparabile, o che i poliziotti dicano 'basta' rifiutandosi di svolgere il servizio in assenza delle tutele minime di sicurezza? L'interrogazione parlamentare depositata a Roma è il primo passo formale: ora il Governo deve rispondere con i fatti, prima che la situazione a Monastir degeneri definitivamente».
Nella sua interrogazione al ministro dell’Interno Piantedosi, in cui si illustra la situazione di massimo degrado della struttura, la sua condizione igienico-sanitaria e la mancanza di sicurezza per il personale di polizia operante, la senatrice Licheri elenca tutte le criticità del Cas e dell’hotspot annesso, chiedendo se «non ritenga opportuno, a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza del personale civile e di Polizia, valutare l’impiego temporaneo dell’Esercito impegnato nella operazione “Strade Sicure”.
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