Blumer, Spano e la donazione al Brotzu: «Tutto è iniziato con una email»
Il dg dell’azienda ospedaliera Maurizio Marcias: «Solo il 26 agosto abbiamo saputo che ci avrebbero dato 1 milione e 200mila euro»
Cagliari È iniziato tutto con una mail ad aprile. Il mittente, un importante studio legale di Milano. «Egregio dott. Marcias, rappresentiamo due nostri clienti che si sposeranno e che hanno appreso del progetto di attivare al Brotzu la Terapia intensiva pediatrica. Intendono fare una donazione a sostegno del progetto, e chiedere agli invitati di devolvere il loro regalo». Il direttore generale dell'Arnas Brotzu, Maurizio Marcias, ricorda bene il primo atto di quella che è diventata la parte pubblica più generosa dell'unione tra Brendan Blumer, milionario americano delle criprovalute, e Salvatore Spano, manager della moda olbiese, che nello scorso fine settimana hanno celebrato il matrimonio dell'anno in Costa Smeralda.
Donazioni al Brotzu, 1 milione e 200mila euro; 200mila euro all'associazione Lida di Olbia, e la stessa somma all'European Brain Research Institute Rita Levi-Montalcini. «Non sapevo chi fossero» Chi erano costoro? Marcias confessa: «Non lo sapevo. Nella mail lo studio non lo specificava. Ma chiedevano di sapere la nostra disponibilità, e da lì tutto è partito». Impossibile far dire al direttore generale il nome dello studio legale, «sono stati riservatissimi e molto cauti». Ma che l'intera vicenda fosse seria e corposa era evidente. Anche se, «mai avuto contatti diretti con Blumer e Spano. O almeno, fin proprio alla fine. Credo», affermazione ermetica che ha una spiegazione. Vedremo.
Tutti i dettagli «Lo studio ci ha chiesto di conoscere i dettagli. Che cosa volessimo fare, come intendessimo procedere. Quanto servisse per portare a termine questo importante progetto - prosegue Marcias -. Ma una cosa però la devo specificare: la Regione e la presidente Alessandra Todde avevano già garantito la copertura per i lavori». Evidentemente, quei finanziamenti serviranno per altri progetti.
Gli incontri Dopo il primo contatto, si è messa in moto la imponente macchina necessaria per accogliere la donazione. Che non è esattamente uno scherzo. Marcias: «Ci siamo visti tre volte in videoconferenza, sono seguite varie mail. Abbiamo spiegato che il progetto per la Terapia intensiva pediatrica, unica in Sardegna, riguarda sei posti letto, e ha bisogno di apparecchiature elettromedicali complesse. Per citarne alcune: ventilatori polmonari, monitor multiparametrici. Per una spesa quantificata in un milione e 200mila euro». Appunto. «Donazione? Non sapevo quanto» «Mentre continuavamo a parlare, da una parte noi, con i nostri dirigenti, economato, segreteria, ufficio legale e dall'altra l'ufficio legale che rappresenta i benefattori, nessuno di noi aveva idea di quanto fosse la donazione. Non ce lo dicevano, era inutile anche fare ipotesi».
«Carissimo dottore» Maurizio Marcias ha una data precisa per la svolta di questa bella storia. È giovedì 26 maggio. «Avevo scritto una mail nella quale ringraziavo gli sposi a nome dei genitori dei bambini che potranno curarsi a Cagliari, e avere un'aspettativa di vita e di guarigione senza dover andare chissà dove. Lo studio mi ha risposto con un'altra mail, il cui contenuto è più o meno questo: «Carissimo dottore, gli sposi sono stati toccati dalle sue meravigliose parole». A quel punto i rumors già si inseguivano, e l'identità dei benefattori non era più un segreto, «ma ufficialmente non la conoscevamo».
Il conto dedicato Ora ci dovrà essere una delibera di accettazione della donazione, iscritta a uno specifico capitolo di bilancio. Il milione e 200mila euro saranno accreditati su un conto bancario dedicato, dove stanno già iniziando ad arrivare i regali dei 300 invitati. Impossibile sapere quanto stanno devolvendo «Non lo so, e comunque non mi sembra corretto dirlo». Ma c'è da immaginare che non si tratterà dell'equivalente di un servizio di piatti.
«Vi doniamo 1 milione e 200mila euro» L'ultima riunione con l'ufficio legale il 26 agosto. «Quel giorno ricevo un messaggio, in inglese. "Abbiamo deciso di donarvi 1 milione e 200mila euro per il "Progetto di terapia intensiva pediatrica dell'Arnas Brotzu: innovazione, sicurezza e centralità della persona". Il quantum l'ho saputo allora». Il messaggio mandato da Blumer, si suppone. Marcias criptico. «Mah, era in inglese». E di più non si può dire. Anzi, qualcosa si può. Grazie.
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